Junk Food e tv spazzatura: quanto incide sull’obesità?

Rappresenta uno dei nemici numeri uno della dieta, oltre che della salute. Parliamo del cosiddetto Junk food, ovvero gli alimenti come snack, dolciumi e leccornie varie, che sgranocchiamo costantemente crogiolandoci nell’ozio. Ebbene stando ai risultati di una ricerca pubblicata dal mensile “Riza”, pare che il 70% degli italiani di età compresa tra i venticinque e i sessanta anni, mangia il cibo spazzatura seduto per ore davanti alla televisione. Un’abitudine che fa ingrassare molti soprattutto quando si parla di tv spazzatura, sì proprio come il cibo che si ingurgita mentre la si guarda. Il campione composto da mille italiani, rivela quanto questo fenomeno sia trasversale colpendo i più giovani ma anche gli adulti. Tra di essi è molto diffusa la tendenza a non svolgere alcuna attività fisica od hobby manuale, che consenta di occupare il tempo e di mantenersi in forma. Tantissimi sono invece i pigri, che preferiscono godersi un bel programma trash sgranocchiando patatine, noccioline, biscotti e altri cibi iper calorici e grassi.

Cibo spazzatura che con il passare del tempo oltre a far entrare in conflitto con la bilancia, provoca problemi al metabolismo, acidità di stomaco, disagi all’intestino e l’aggravarsi dell’inestetismo della cellulite. Ma cosa determinerebbe questo tipo di atteggiamento? Talvolta, le ansie e le paure legate al quotidiano ma anche l’apatia che nasce dalla tendenza a scaricare sempre sugli altri le responsabilità e i propri problemi, ci spingono ad abbandonarci ad una dimensione apparentemente rassicurante, in cui assorbiamo informazioni, spesso futili e banali, staticamene senza alcuna forma di interazione e sforzo fisico o mentale.

Una forma di staticità che ci riduce a degli zombi ipnotizzati davanti alla tv. Intervistati sulla relazione tra cibo e televisione, un italiano su quattro ha spiegato che quando è intento a guardare la tv, non riesce ad accorgersi quanto mangia. Ciò perchè il tubo catodico tende a farci perdere la cognizione del cibo, così per annientare la noia si finisce con l’annientare l’intestino, lo stomaco e la linea.
La differenza tra chi si siede tranquillamente a tavola e chi mangia davanti alla televisione sta nel grado di condivisione e convivialità che sedersi intorno a un tavolo, tutti insieme comporta. In tal caso, ci si rende conto sia quello che si mangia, sia delle sue quantità.

Gli alimenti che gli italiani amano maggiormente mangiare quando assistono a un programma spazzatura sono: patatine, salatini e snack in generale (72%) e i dolci per il 68%, il tutto accompagnato il più dalle volte da birra o bibite gassate, ricche anch’esse di zuccheri e sprattutto, iper caloriche. La magigor parte dei soggetti, che compongono il campione, quasi il 70%, rivela che a spingerli a mangiare forsennatamente davanti alla tv è principalmente il nervosismo mentre il 61% spiega che lo fa per riempire spazi vuoti, in cui altrimenti si annoierebbe a morte.

I programmi che incoraggiano a mangiare di più e in maniera compulsiva sono quelli i cui protagonisti polemizzano e litigano tra di loro, seguiti dagli eventi mediatici più attesi (partite di calcio come europei o mondiali, film campioni di incassi ecc) e dai reality show. Un’indagine questa che secondo gli esperti di alimentazione è fondamentale per capire, come il junk food, termine introdotto in primis negli Stati Uniti, stia contaggiando anche gli altri paesi d’Europa. Da qui le nuove regole introdotte in alcuni paesi come la Grecia, in cui si è deciso di ridimensionare i palinsesti tv, riducendo i programmi spazzatura per migliroare lo stile di vita dei cittadini.

 

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