Amicizia sul posto di lavoro: è possibile?

Una posizione scomoda quella che lega due persone che oltre ad essere colleghi di lavoro sono anche amici. Apparentemente essere amici del capo, potrebbe presupporre alcuni vantaggi ma non è sempre così anzi. Svelare particolari della propria vita privata, potrebbe infatti rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se per esempio, non eseguiamo al meglio un impegno professionale, potremo ritrovarci a fare i conti con una persona, il capo, che proprio per la confidenza che nutre nei nostre confronti, tende a trattarci con maggiore intransigenza. Ciò perchè noi a suoi occhi, non siamo solo il collaboratore che non ha seguito certe regole, ma anche l’amico che ha deluso le sue aspettative.

In alcuni casi, il superiore si sente persino in diritto di farci richieste aggiuntive che ad altri non si sognerebbe mai di fare, compiti che non sono annoverati sul contratto di lavoro e che assumono le vesti di veri e propri favori amichevoli e personali. Al centro subentrano sentimenti che non vanno di certo a braccetto con l’etica professionale: gratitudine, sensi di colpa e desiderio di gratificazione affettiva. I confini tra impegni lavorativi e sentimenti amicali diventano indefiniti e confusi.

Quando poi si hanno delle incomprensioni, sia per ragioni professionali che extralavorative le cose si fanno ancora più complicate. Spesso i dissapori che hanno interessato l’ambiente lavorativo, hanno luogo e proseguono anche fuori; anche se non si riescono a superare le divergenze, si è obbligati a farlo perchè si lavora gomito a gomito. Ma allora come comportarsi con il proprio capo? Stando ad alcune ricerche ben il 71% degli intervistati, preferisce non accettare neanche l’amicizia sui social network dal suo capo.

Meglio evitare batture, fare domande sulla vita privata o lamentarsi della propria condizione professioanle utilizzando termini troppo confidenziali. Se proprio avete già un rapporto di amicizia con il capo e non potete fare a meno di lui sia come capo che come amico, cercate di essere schietti e diretti: se c’è un disagio non trascinatelo ma, proprio in nome dell’amicizia, segnalatelo facendo chiarezza sul da farsi. E’ difficile ma bisogna cercare, con buon senso e tatto, di separare la sfera privata da quella lavorativa. Perchè solo così potrete salvaguardare un rapporto singolare e problematico, evitando malumori e contrasti.

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