Accettare le scuse e perdonare: i vantaggi

Per molti accettare le scuse di qualcuno e concedere il perdono, è segno di scarso carattere e debolezza. In realtà analizzando il termine perdono e scomponendolo è possibile capire quanto questa convinzione sia sbagliata. Perdonare significa infatti porgere un dono, ma non a chi ci ha offeso, ma a se stessi. Liberandosi dal carico di rancore e rabbia, generati dalle azioni negative che ci hanno colpito, si riesce ad essere più sereni e ad affrontare la vita con più leggerezza.

Quando crediamo fortemente in qualcuno e costui ci ferisce, colpendo proprio nei nostri punti deboli, la delusione è grande. Scattano sentimenti negativi, che soffocano chi li prova, rendendogli le giornate pesanti e difficili da gestire.
Rancore, nervosismo, voglia di riscatto e rabbia chiamano sofferenza. In alcuni casi questa zavorra tende a stemperarsi, lasciando il posto alla comprensione e al perdono. In altri casi, si amplifica alimentando ancora di più malumori e dolore.

Ecco perchè i motivi che dovrebbero spingere ad accettare le scuse altrui e a perdonarlo, sono tante. Certo, non è semplice perchè molti temono che il soppruso, seppur in forme diverse, possa ripetersi e non intende subire altre umiliazioni. Perdonare però non vuol dire essere autoreferenziali ma accogliere anche il punto di vista altrui. In effetti, quella che è la “nostra verità” non sempre corrisponde a quella altrui.

La strada per concedere il perdono è spesso lunga e impervia, ma passa attraverso il confronto. Bisogna chiarire le proprie ragioni e ascoltare quelle del nostro interlocutore e magari, ci si può anche accorgere che il conflitto era nato da un banale fraintendimento. La sensazione che si avverte quando ci si chiarisce, è un senso di leggerezza e di pace assoluta. Il mondo circostante appare più accogliente e aperto alle nostre esigenze e non più così ostile come ci sembrava un tempo.

Ma è possbile ricominciare davvero da zero dopo il perdono? Dipende da quanto siamo in grado di dimenticare evitando le contraddizioni. C’è infatti chi perdona ma preferisce non dimenticare, per timore di subere altri torti in futuro. Resta sempre in guardia insomma. Niente di più sbagliato perchè il circolo vizioso, in questo modo, non si spezza e ci tiene sempre ancorati a ciò che è stato, e la cicatrice non si rimarginerà mai. E se il torto l’abbiamo fatto noi? Stare lì a commiserarsi o ad auto flaggellarsi è inutile. Ci stiamo solo punendo generando dolore e sofferenza. Gli psicologici invece ci consigliano di accogliere il pentimento e di considerare noi stessi alla stregua di un bambino discolo, che sta crescendo con non poche difficoltà.

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