Primo appuntamento: meglio non recitare

E’ passato molto tempo, forse troppo da quando non uscite più in coppia. Così dopo un lungo periodo da single, vi ritrovate ad affrontare nuovamente il fatidico primo appuuntamento. Non siete più giovanissime, eppure l’ansia e il timore di non fare buona impressione o di rimanere deluse ancora una volta, continua ad assillarvi. Un atteggiamento che vi porta a non riuscire a interpretare il linguaggio dei gesti, quello non verbale che vi darebbe più informazioni chiarendo più facilmente la vostra posizione. E invece spesso vi ritrovate a indossare maschere che non vi appartengono o a fraintendere con conseguente imbarazzo, i comportamenti dell’altro.

Ma allora come orientarsi al primo appuntamento evitando brutte figure? Ecco le strategia da adottare per focalizzare quello che si deve e quello che non si deve fare. Alcune donne sono così immerse nel lavoro e dedite alla cura della casa e degli eventuali figli, che fanno fatica a stravolgere i loro piani di vita, per accogliere un altro partner. Da qui la tendenza a evitare altri contatti, dopo il primo appuntamento, anche se è andato bene, per paura del futuro.

La donna tende a chiudersi nel suo nido, difendendo la sua vita e i suoi spazi come se l’uomo fosse l’intruso da combattere ed evitare a tutti i costi. Ovviamente, se ci si nega costantemente, dall’altra parte l’entusiasmo viene a mancare e i rapporti si chiudono sul nascere, senza apparentemente una ragione concreta. Per abbattere questo scudo che farebbe scappare qualunque uomo, bisogna far chiarezza soprattutto in se stesse, mettendo ordine tra le proprie priorità.

Il quotidiano deve essere riempito dando la precedenza ai bisogni concreti e non con impegni apparentemente irrinunciabili, che in realtà sono solo una scusa per evadere dalla realtà e rifugiarsi in un mondo parallelo, per timore di cambiare la propria vita. Dall’altra parte della barricata, ci sono invece le donne che dopo aver chiacchierato per ore, spesso prendendo il sopravvento sull’altro sovrapponendo le proprie richieste e idee, durante la conversazione relativa al primo appuntamento. Da qui iniziano a tempestarlo con messaggini, telefonate e post sui social network. Niente di più sbagliato, perchè il partner si sentirà gravato di un peso insostenibile già al primo approccio: bisogna prima conoscersi bene e non sentirsi legati a una persona caricandola di responsabilità già da subito.

Questo non vuol dire che non dobbiamo contattarlo se ne sentiamo la necessità; basta solo non essere assillanti, non insistere più di tanto. Perchè in realtà il nostro è solo un modo per colmare le nostre insicurezze, per aver la certezza di aver fatto colpo., di essere state all’altezza della situazione. E’ una gara con noi stesse e con le nostre fragilità, più che la mancanza della voce o della presenza dell’altro. E se lui è più piccolo? Abbiamo paura del confronto, soprattutto dei pregiudizi altrui e la tendenza è spesso quella di adeguarsi all’altro, assumendo un aspetto non consono alla nostra età.

Si sceglie un look, una capigliatura e un make-up simil teen agers, cadendo spesso nel ridicolo. L’unica cosa da fare è invece ignorare le chiacchiere altrui, concentrandoci sul nostro obiettivo: mostrare piglio, carisma e carattere ma anche comprensione e disponibilità, dando la possiblità all’interlocutore di farsi conoscere, mostrando rispetto e accoglienza quando parla liberamente della sua vita e delle sue esperienze.

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