Pressione alta: ecco come correre ai ripari

I chili aumentano e nel contempo anche il grasso che si va ad accumulare su fianchi e pancia. Da qui il rischio che la pressione minima vada alle stelle provocando danni, soprattutto a carico del sistema circolatorio. Attualmente il grasso viene considerato un vero e proprio organo. Un organo adiposo ed endocrino composto da cellule adipose che si divide in due aree, una chiara e una bruna. Essendo endocrino produce un’enorme quantità di sostanze di cui alcune sono funzionali per riattivare il metabolismo, soprattutto quello del glucosio e altre risultano fondamentali per regolare la pressione.

In condizioni normali le cellule adipose hanno il compito di proteggere il cuore, ma quando si ammalano, con l’alterazione del grasso localizzato, il pericolo è di essere esposti alla cosiddetta sindrome metabolica, ovvero una costellazione di fattori di rischio, legati sopratto al sistema cardio-vascolare.

Gli specialisti raccomandano per questo che la pressione minima nelle donne deve essere pari a 88 mentre negli uomini a 102. Quando l’organo adiposo si ammala il cuore è a rischio e si possono manifestare una serie di patologie quali infarto, ictus, oltre all’alterazione dell’insulina nel sangue, che provoca l’insorgenza del diabete.

Per combattere l’ipertensione bisogna in primis, adottare uno stile di vita diverso. Fare sport e dimagrire, abbracciando un regime alimentare equilibrato e sano, limitando i cibi salati e grassi è fondamentale per limitare, con lungimiranza le conseguenze future. Una medicina naturale che in alcuni casi deve essere integrata da una terapia farmacologica adeguata. Inoltre occorre tenere sempre sotto controllo i valori, sottoponendosi a visite periodiche e rilevandoli a casa propria grazie a strumenti specifici, quali misuratori di pressione arteriosa digitali.

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