Smog e Infarto: c’è correlazione

Sono anni che si studia il fenomeno, ma solo grazie a studi recenti si è capito quanto lo smog sia pericoloso per il cuore. Quando nelle città i livelli di inquinamento, sfiorano una soglia allarmante, la percentuale di persone colpite da infarto, si impenna. Ecco perchè chi ha già vissuto la pessima esperienza, dovrebbe tenere sotto controllo il bollettino delle polveri sottili: l’“European Heart Journal” ha pubblicato una ricerca, che dimostra quanto l’incremento di particolato fine atmosferico, sia direttamente proporzionale alla mortalità da infarto. Non sono invece riscontrate correlazioni con altri tipi di sostanze inquinanti.

Ciò vuol dire che l’inquinamento atmosferico, condiziona i fattori che scatenano i danni cardiaci, favorendo i processi infiammatori, alterando i tessuti che proteggono le pareti dei vasi e rendendo più vulnerabili le placche aterosclerotiche, con maggior probabilità di imbattersi in fenomeni di trombosi.
Come comportarsi allora? Non è possibile per tutti trasferirsi da un momento all’altro in aperta campagna.

La prima cosa a cui pensare è questa: essere consapevili del pericolo che si corre, senza sottovalutare gli avvertimenti che arrivano dal mondo scientifico, filtrati anche mediante i media. E’ fondamentale mangiare in maniera sana e moderata, prediligendo alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura che tra l’altro servono anche a ritardare il processo di invecchiamento. Il fumo va bandito: oltre a danneggiare polmoni e cuore, recenti studi realizzati in Texas hanno sottolineato quanto favorisca l’Alzheimer. Scegliamo i mezzi pubblici, e muoviamoci di più, magari evitando zone troppo trafficate. Una costante attività fisica, ci aiuta a tenere allenati i muscoli, e tra questi ce n’è uno di fondamentale importanza che è proprio il cuore!

Potresti leggere anche :

Non ci sono articoli correlati.


Copyright © 2013 Donna pratica · Tutti i diritti riservati · Un idea DonnaPratica