Rimpatriate scolastiche: perchè si può fare

E’ un appuntamento che prima o poi arriva per tutti. Parliamo della classica rimpatriata tra vecchi studenti, che si incontrano dopo tanti anni, per dare una rispolverata ai ricordi passati. Grazie anche ai social network, chi pensavi di non aver visto mai più, può far nuovamente capolino nella tua vita e un’amicizia accantonata, per vari motivi, potrebbe risbocciare più forte di prima. Eppure non sempre le cose potrebbero prendere la piega giusta. Il tempo può cambiare i contesti e le personalità di ognuno. Avvenimenti particolari, inaspettati, talvolta dolorosi, possono aver rivoluzionato la vita di chi non ha più voglia di confrontarsi con un passato che sembra così lontano ed evanescente.

C’è poi chi non riesce proprio a fare i conti proprio con quell’amica di banco, che era anche la prima della classe e che è riuscita a realizzare gran parte dei suoi sogni, a differenza di chi come noi, ha ancora tanti punti interrogativi a cui dare una risposta. In Inghilterra si sta diffondendo addirittura la cultura del “No Best Friend”, ovvero la convinzione secondo la quale chi cresce e sviluppa la propria personalità, senza avere degli amici del cuore, aumenta le proprie prestazioni in molti settori della vita, e soffre molto di meno. Secondo molti esperti di formazione, si dovrebbe crescere con più certezze e sicurezze, perchè evitando le delusioni anche l’autostima ne trae beneficio.

Niente di più sbagliato stando al punto di vista di sociologi e psicologi nostrani. “Crescere senza conoscere gli alti e i bassi della vita non ha senso. Bisogna affrontare lo stress legato a dolori e frustrazioni, se si vuole maturare davvero”, spiega la dottoressa Maria Paola Graziani. Ciò vuol dire che anche sperimentare l’abbandono, la separazione di chi credevamo essere l’amico più fidato, non è così deleterea anzi. Significa far fronte ad un evento traumatico, che prima o poi passerà e sarà sostituito da una maggior consapevolezza e fiducia in se stessi.

Bando dunque agli slogan snocciolati dagli psicologi anglosassoni: a noi l’idea di coltivare un’amicizia sincera, di avere l’amico per la pelle, ci piace ancora tanto. Ma anche solo di ritornare nostalgicamente ai tempi che furono, confrontandosi con chi ci può ricordare qualche aneddoto che avevamo ormai dimenticato, ma che ci parla ancora di noi.

Di come eravamo idealisti e ingenui, di come eravamo timidi di fronte al compagno che ci piaceva tanto o di quanto eravamo fieri di tenere testa a quel prof piuttosto che all’altro. O almeno, al bambino bisogna insegnare che il valore dell’amicizia esiste ed è fondamentale. In effetti, i più piccoli oltre ad averne alcuni in carne ed ossa, ne hanno anche una versione immaginaria. L’amico “invisibile” che è sempre a portata di mano quando si sentono soli e lontani da contesti quali la scuola, il parco, la casa degli amichetti, ambienti in cui è vivo e vitale il processo di socializzazione.

In sintesi: non abbiate paura di ritrovarvi a contatto con i vecchi amici di scuola, gli stessi che rappresentano una fetta della vostra infanzia o adolescenza perchè ognuno, ha fatto il suo percorso e a convissuto con elementi di felicità e di infelicità. Nessuno nè è escluso ed è inutile di evitare chi invece potrebbe farci rifare un tuffo in un momento della vita unico e irripetibile.

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