Rimuovere i Tatuaggi: non sempre si può

Negli ultimi anni, sono diventati un must have per giovani e meno giovani. Eppure farsi imprimere sulla pelle in maniera indelebile un nome, un volto o una data, non sempre ha esiti positivi. Per la maggior parte dei cultori del genere, il tatuaggio rappresenta un modo per esprimere la propria personalità o per riprodurre come una seconda pelle, momenti indimenticabili, che vogliono essere ricordati in ogni istante della propria vita. Forse molti, nel momento in cui si tatuano, dimenticano che un tattoo è per sempre. Che ritragga pegni d’amore, ricordi di gioventù, o che sia solo un capriccio del momento, il tatuaggio dovrebbe essere una scelta definitiva, ma non sempre è così.

Con il passare del tempo i fidanzati cambiano, così come le necessità e gli stili di vita. C’è chi per esigenze profesisonali, come il desiderio di arruolarsi nell’esercito, ha bisogno di cancellare un tatuaggio. Secondo delle stime recenti, il 28% degli addolescenti dopo poco più di un anno, già è pentito di essersi tatuato. Tra quelli che hanno superato gli “anta”, la percentuale arriva al 40%. Oggi è possibile rimuovere un tatuaggio grazie alla tecnica del laser. Ma gli esperti ci mettono in guardia spiegandoci che non sempre ciò è fattibile.

Quando i tatuaggi sono policromatici, caratterizzati cioò da una combinazione di più colori, sono molto estesi, o sono stati eseguiti da non professionisti e quindi, non si conosce con precisione il tipo di pigmenti utilizzati, è molto più complicato cancellarli, anzi in alcuni casi è impossibile. Oggi sono numerosi quelli che ricorrono al laser che lascia la pelle integra e libera da esiti cicatrizzanti. Anche se spesso dopo un certo numero di sedute si presenta il considdetto “tatuaggio fantasma”, ovvero una sorta di alone, rappresentato da una zona che appare più chiara rispetto alla nuance della pelle circostante.

Avrete dunque capito, che il processo per rimuovere un tatuaggio è piuttosto lungo e complesso: sono indispensabili più sedute distribuite almeno a 40 giorni di distanza l’una dall’altra (dalle 8 alle 12 sedute annue). L’ideale è iniziare nel periodo invernale, perchè in estate la tintarella può creare dei problemi. Le prime sedute sono più dolorose ma con il passare del tempo il fastidio generato dal laser, diventa sopportabile. Insomma, nel giro di un anno e con costi che arrivano anche a 500 euro a seduta, è possibile cancellare per sempre un tatuaggio sgradito. In definitiva, forse sarebbe meglio impiegare tutto questo tempo per riflettere attentamente prima di entrare nello studio di un tatuatore!

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