Depressione e psicologia: la Psicoterapia

Affrontare la depressione con l’approccio psicologico vuol dire sviscerare la natura e i motivi profondi che sono al centro dei disturbi, grazie ad un ciclo di colloqui con uno psicoterapeuta che cercherà di far emergere le cause del disagio e le soluzioni per superarlo gradualmente. A differenza delle cure farmacologiche, che partono dal presupposto secondo cui la depressione abbia origine da alterazioni organiche, la psicoterapia è convinta che questa malattia sia legata a cause di natura psicologica. In questo caso, il paziente deve cercare di mettere in luce la sofferenza, di darle voce invece di soffocarla.

Partendo dal presupposto che la sofferenza è parte integrante della vita che con i suoi ostacoli ci mette costantemente alla prova, bisogna affrontarla perchè anche e soprattutto da essa, è possibile imparare. Dal dolore, deriva ricerca accurata, riflessione profonda, spinta al cambiamento armi fondamentali per evolversi e maturare. Invece nella maggior parte dei casi, quando non si riceve nessun supporto psicologico, si tende ad accantonare tutti quegli eventi o episodi che portano con sè sofferenza, ignorando il disagio interiore e facendo finta di niente.

Eppure il cumulo di “macerie interne”, continua ad accumularsi e a permanere, per poi scoppiare alla prima occasione. Lo psicoterapeuta fa capire al paziente che liberare la sofferenza non vuol dire soccombere, ma costruire le fondamenta del cambiamento. Il dolore rappresenta infatti un grido della coscienza che vuole liberarsi dalla zavorra degli obblighi quotidiani per spingerci verso la trasformazione e l’inizio di una nuova vita. A differenza della terapia farmacologica, in questo caso il paziente è attivo e interagisce con il terapeuta per mettere in luce e tradurre, ad “alta voce” la sofferenza.

Lo scambio, il dialogo e le parole danno una grande mano ad “accendere” la memoria, a rievocare esperienze del passato legate a momenti difficili. Così le parole dello specialista diventano fondamentali perchè modificano molti dei pensieri che il paziente aveva fissati nella propria mente, lenendo le ferite e influenzando i suoi stati d’animo. Ecco perchè, per essere efficace e trovare le risposte che cerca, il paziente deve partecipare a pieno allo scambio, mostrando il massimo coinvolgimento. Questo non vuol dire che la psicoterapia trasforma l’individuo ma che cerca di ridargli l’equilibrio smarrito, più sicurezza in se stesso grazie ad una visione diversa e più ottimistica del mondo circostante.

Per la buona riuscita di un trattamento del genere, è quindi fondamentale anche la scelta dello psicoterapeuta. Se è quello “giusto”, abbiamo risolto più del 50% del nostro disagio. Ma come deve essere il terapeuta ideale? Si deve trattare di una persona che ha molta esperienza sul campo, che deve avere pazienza e che deve riuscire con la sua sensibilità a metterci a nostro agio. Da evitare assolutamente i terapeuti frettolosi, dai modi bruschi, che trasmettono ansia e nervosismo e che fanno pesare la loro autorità sul paziente.

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