La mania dell’acquisto. Quando e come nasce

E’ un tipo di dipendenza molto difficile da riconoscere, soprattutto in una società che incoraggia e valorizza il consumismo come la nostra. Eppure lo shopping compulsivo, è stato di recente classificato tra i disturbi del comportamento più seri e diffusi. Il concetto nacque nel Novecento, e a parlare di mania di acquistare ci pensò per la prima volta lop sichiatra Emile Kraepelin nel 1915. Per gli esperti questa smania di comprare, deriva da un istinto atavico: è come quando i nostri antenati per amore delle loro tribù, andavano a caccia ed erano gratificati dal coraggio e dalla forza che gli veniva riconosciuto.

Allo stesso modo per molti acquistare, abbigliamento piuttosto che oggetti d’elettronica, diventa un modo per concludere al meglio una dura giornata di lavoro, e soddisfare qualche frustrazione di troppo. Salvo, poi pentirsi di aver speso così tanto per un accessorio o un elettrodomestico, che avevamo dimenticato di possedere già. L’importante è circondarsi di cose belle, perchè quelle ci autoconvincono di essere migliori e di poter competere con gli altri.

Se poi aggiungiamo il fatto che le campagne pubblicitarie ci spingono a comprare, accumulando sempre più oggetti e che con le carte di credito e i pagamenti a rate, è tutto diventato più semplice, la situazione appare ancora più preoccupante. Ma da cosa nasce tutto questo? Si tratta di soddisfare la propria natura, i propri bisogni che in genere sono legati al tipo di famiglia di provenienza. Spesso in alcuni nuclei familiari, con il denaro e gli oggetti si sostituisce qualcos’altro. Ad esempio un padre assente, una madre impegnata al lavoro, o la presenza di genitori presenti fisicamente ma assenti, dal punto di vista affettivo.

Gli acquisti diventano così un oggetto di scambio, per sedare l’ansia barattando l’amore con le cose materiali. Comprare in modo compulsivo diventa infatti un vero e proprio disagio esistenziale. A volte, è anche il rapporto con gli altri che ci rende così insicuri e fragili da spingerci a comprare. Un amore finito male, un’amica che riesce in imprese che a noi falliscono, insucessi nello studio o nel lavoro, possono spingersi a sentirsi inadeguati, inconcludenti. E allora, si passa davanti a una vetrina e in un batter di ciglia ci si ritrova dentro a scaricare la carta di credito!

Del resto molte indagini in ambito sociologico e psicologico, mostrano che si compra in maniera maniacale, là dove le relazioni umane sono scarse e frustranti. Spesso si acquistano soprattutto abiti, per un motivo preciso: avendo un valore simbolico molto forte, ci si illude che una moltitudine di vestiti, sia l’unica arma per esprimere al meglio la nostra personalità e renderla migliore, gratificandone l’autostima.

Ci sono forme diverse di shopping morboso: c’è chi si reca solo in boutique di lusso, perchè così pensa di ottenere più approvazione da se stesso e dagli altri, c’è chi ama risparmiare, ed è sempre a caccia dell’ultimo affare, e chi è dipendente dallo shopping online o televisivo. Non importa la forma, perchè la sostanza è sempre la stessa: comprare in maniera compulsiva è un disturbo del comportamento, non un hobby!

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