Cibo e bambino: quando si forma il gusto

Già dal momento in cui si trovano nel grembo materno, i bambini sanno percepire i sapori. La formazione delle papille gustative avviene infatti alla fine del secondo mese di gestazione, momento in cui il piccolo è in grado di avvertire le variazioni del liquido amniotico legate proprio alla dieta materna. Il ritmo con cui deglutisce subisce delle variazioni, e questo rappresenta la sua reazione rispetto a particolari aromi confermando il fatto che il neonato è attento ai gusti e ai sapori, più di quanto non possiamo immaginare.

Al momento della nascita e durante i primi mesi di vita, il bambino è molto sensibile al dolce, e ciò spiega perchè è molto attratto dal latte. Quando scatta lo svezzamento, la percezione dei sapori si affina e il suo legame con il cibo si intensifica: durante questa fase alla percezione dei sapori si affianca, quella della temperatura degli alimenti, e perfino l’umore del piccolo può influenzare il suo approccio alle new entry culinarie.

Per questi motivi, sarebbe opportuno dedicare al momento dei pasti un’attenzione unica e singolare, evitando interferenze come la televisione accesa. A tavola si sta tutti insieme e ci si confronta, senza che elementi esterni possano intralciare questo momento di condivisione familiare. Anche se è seduto nel seggiolone, il piccolo deve essere reso partecipe del momento, anche se può sembrare apparentemente complicato coinvolgerlo. Bisogna chiedere al bambino che sensazioni avverte quando prova quell’alimento ma senza obbligarlo a mangiare, se non ne ha voglia.

Ricordate che dal 6° al 18° mese il bambino è predisposto a sperimentare alimenti nuovi, mentre in seguito diventerà più selettivo e diffidente. Ecco perchè è proprio questo intervallo di tempo, importante per sviluppare nuovi sapori e dunque, nuove esperienze olfattive. Sperimentare gusti decisi lascia infatti delle tracce importanti ed è opportuno che mamma e papà non condizionino il piccolo, rispetto alle loro preferenze.

Dal secondo anno di vita, il bambino sperimenta il gusto salato, per cui fino a quel momento è da evitare l’uso del sale. Quando il bambino è più grande, l’ideale sarebbe anche coinvolgerlo nella preparazione delle pietanze, spiegandogli l’uso di tutti gli ingredienti, così lui imparerà a riconoscerli in base al colore, discorso che vale soprattutto per frutta e verdura.

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