Bambini e pappa: trucchi anti-capriccio

Ogni mamma per vivere con serenità questo momento magico della vita, vorrebbe essere in grado di dire: “Il mio piccolo è un tesoro, dorme e mangia senza problemi”. Questo perchè nel nostro modo di pensare, riposare ed espletare i propri bisogni fisiologici, fa del neonato un individuo felice. Eppure interpretare le esigenze di nostro figlio, non è sempre così automatico e semplice. Se piange non vuol dire che ha bisogno per forza di mangiare; forse vuole essere solo coccolato, oppure si trova in una posizione non consona ai suoi bisogni e vorrebbe essere spostato.

Il cibo, rappresenta un bisogno primario e come tale va immediatamente soddisfatto. Ma allattare rappresenta anche un momento di contatto, di tenerezza e di calore. In una sola parola, di amore. In questi frangenti si crea un legame fortissimo tra la madre e il figlio che infonde una sensazione di rilassamento, di serenità e di enessere in entrambi.

La prima regola quindi per crescere con serenità il proprio piccolo è quella di non trasmettergli ansia. E questo soprattutto durante la poppata: le mamme spesso hanno il timore che il bambino non si nutra a sufficienza e la fobia di non avere il quantitativo necessario di latte, per soddisfare il loro appetito. Ecco che subentra l’insicurezza e il nervosismo, sensazioni che inevitabilmente vengono trasmesse anche al neonato. Ciò può portare a delle conseguenze spiacevoli come l’inappetenza o, se il piccolo capisce che il cibo rappresenta il tallone d’Achille materno, può servirsene come arma di ricatto.

Insintesi, la pappa deve costituire un momento di condivisione e di benessere e non va “contaminato” con tensioni inutili e inopportune. In genere, durante lo svezzamento i bambini tendono a fare capricci. La regola da seguire in questi casi, è quella di porre loro dei paletti altrimenti non saranno di certo loro a fermarsi. Per “addolcire la pillola” l’ideale è porli davanti a più opzioni di scelta. Ad esempio, se non amano particolarmente la frutta, potete dargli la facoltà di scegliere il modo in cui mangiarla: a fettine con le mani o con una forchetta colorata che raffigura il suo cartoon preferito. In tal modo avremo raggiunto due finalità: gli avremo fatto mangiare la frutta e gli avremo fatto scegliere le modalità con cui farlo.

Vostro figlio rifiuta il cibo e non ha fame? La maggior parte delle mamme tende a forzarlo obbligandolo. Se non cè un quadro clinico particolare, reagite con estrema tranquillità senza affannarvi troppo. Mentre voi avete cominciato a mangiare con il resto della famiglia e lui sposta il piatto rifiutandosi di farlo, toglietegli il piatto e ditegli che se l’ha rifiutato in quei frangenti, non lo avrà nemmeno in seguito. In genere i piccoli si comportano così perchè già sanno che i genitori dopo al massimo un’ora gli concedono una merendina o il latte con i biscotti e invece, bisogna insegnar loro a rispettare degli orari e delle abitudini fisse: i pasti sono 3 e al di là di essi non si può mangiare altro.

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