Essere padri: cosa fare per la sua crescita

Sono numerosi gli studi sociologici e antropologici che mostrano quanto sia importante la figura del padre per la crescita del figlio. Gli esiti di queste ricerche, mettono infatti in correlazione l’assenza della figura paterna, con le alterazioni comportamentali dei figli. Del resto ogni individuo è frutto di un percorso volto alla perfezione, in cui il ruolo materno e quello paterno giocano un’importanza fondamentale. Il blocco creativo, la fatica all’apprendimento e l’aggressività, sono solo alcuni dei “sintomi” di questa carenza. In effetti, la presenza di un padre debole o completamente assente, concentra intorno alla madre tutto il “potere” e la spinge ad essere iperprotettiva generando una serie di conseguenze negative: i cosiddetti mammoni ne sono un esempio lampante.

Quando invece il padre partecipa attivamente alla vita e all’educazione sia delle figlie femmine che dei maschi, sviluppa in entrambi maggiore consapevolezza e autostima, che si traduce in maggiore spirito d’iniziativa e buon rendimento scolastico. Ogni bambino si fa portatore della propria personalità e lo stesso vale per ciascun padre, per cui il modo di approcciare ed entrare in contatto con il figlio non è unico.

Non esiste infatti una ricetta magica, valida per ogni genitore, perchè la crescita del bambino, è legata a una corrispondenza dinamica tra gli atteggiamenti e le esigenze del piccolo con quelle del proprio genitore. Eppure a seconda dell’età che sta attraversando, un padre deve modificare il suo modo di apporcciarsi al figlio, plasmando i propri riferimenti educativi. Nella fase preaddolescenziale, ci troviamo spesso di fronte a ragazzi contraddittori che con arroganza affermano se stessi e la propria voglia di autonomia, ma che quando si trovano in serie difficoltà corrono dai genitori per farsi aiutare. In realtà, questo è il loro modo per conoscere ed esplorare la propria individualità.

Ma come comportarsi in questi casi? Spesso alcuni atteggiamenti aggressivi e presuntuosi, rendono anche il migliore dei padri, timoroso e angosciato. E’ importante in queste circostanze che un papà non si lasci sopraffare, facendosi di fatto sotituire dal figlio. Per quanto ribelle e arrogante, nostro figlio ha ancora bisogno di un punto di riferimento, di un pilastro che gli infonda sicurezza e che gli indichi la condotta da seguire. E’ un impegno costante e faticoso che però non deve essere trascurato, per non rischiare di mandare in frantumi la crescita psicologica del ragazzo; bisogna restare fermi sulle proprie posizioni, continuando a sostenere i propri valori anche se dall’altra parte si trova ostilità e incomprensione.

In questo modo si trasmetterà un modello comportamentale basato sulla sicurezza e sulla coerenza emotiva e comportamentale. Altra cosa importante da fare, è quella di non rapportarsi a lui con ansia e agitazione. Durante il percorso educativo, ci saranno mille difficoltà, ma bisogna affrontarle, soprattutto in presenza del ragazzo, mostrandosi decisi e calmi, perchè solo in questo modo lui potrà maturare un atteggiamento determinato e sicuro di sè.

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