Bioenergetica: dialogo tra corpo ed emozioni

Corsa ai regali, appuntamenti e cenoni, ma anche voglia di stare in famiglia, di prendersi una pausa dagli affanni quotidiani: il periodo natalizio costituisce innegabilmente un’eccezione, un evento che modifica i normali ritmi ed equilibri di vita. Non a caso la comunità scientifica internazionale fa comparire il Natale tra gli eventi maggiormanete significativi per le relazioni familiari. La bioenergetica, settore della psicoterapia che combina il lavoro del corpo con quello della mente, ci offre durante le feste molti spunti per dare particolare spazio all’ascolto delle nostre emozioni e sensazioni, facendo “centro su noi stessi” per rapportarci al meglio con gli altri.

La bioenergetica è un metodo che mette in relazione la terapia corporea con quella verbale. Stare bene con se stessi e con chi ci circonda vuol dire essere in armonia con la propria mente e il proprio corpo, che quando è vitale e dinamico, ci rende anche più allegri e in sintonia con il mondo; è questo in sintesi, quello che sosteneva Alexander Lowen, fondatore della disciplina.

Ma cosa consiste nella pratica, questa tipologia specifica di psicoterapia? Si tratta di alcuni esercizi facili da eseguire e accessibili a tutti che possono favorire l’ascolto profondo di noi stessi e delle nostre esigenze emozionali. Il primo, definito “grounding” ci riporta subito ad uno dei principali simboli di Natale, quello dell’albero, che si alza imponente ma che è ben radicato a terra grazie alle sue solide radici.

L’esercizio va svolto in piedi con le braccia lungo i finchi, le spalle basse, i piedi paralleli aperti quanto la larghezza delle spalle e le ginocchia leggermente flesse, per favorire lo scarico del peso corporeo verso terra. Rimaniamo sempre ad occhi aperti e respiriamo dalla bocca lentamente e profondamente, ponendo forte attenzione al respiro ed ascoltiamo cosa accade. Ci irrigidiamo? Abbiamo dei piccoli dolori? Se sentiamo i piedi muoversi o staccarsi leggermente da terra cerchiamo di “piantarli” di più e proseguiamo l’esercizio piegando le ginocchia.

Il radicamento ci insegna a “stare con piedi per terra”, ad ascoltare le nostre emozioni profonde senza scappare, senza rifugiarsi nella testa. Un altro esercizio, definito “bend-over” sarà utile sia per aumentare il radicamento sia per scaricare le tensioni. Partendo dalla posizione di radicamento pieghiamoci in avanti con la schiena fino a sfiorare il pavimento con la punta delle dita. Teniamo gli occhi aperti e respiriamo lentamente e profondamente, cercando di rilassare tutto il corpo e soprattutto collo e trapezio. La posizione farà affiorare le tensioni corporee ed emotive e favorirà l’allentamento delle tensioni croniche.

Potresti leggere anche :

    Le emozioni positive e l’incidenza delle malattie Le emozioni positive e l’incidenza delle malattie
    Sono sempre più numerosi gli studi che avvalorano l’ipotesi che ansia, collera e risentimento possono influire negativamente sulla salute mentale e fisica dell’individuo che diventa... 
    Le emozioni e il rischio di divorzio Le emozioni e il rischio di divorzio
    Sebbene il tasso dei divorzio in Italia e nel mondo si sia stabilizzato seppur su cifre molto alte, il “rischio” che aumenti è cresciuto vertiginosamente. In particolare a partire... 

Copyright © 2012 Donna pratica · Tutti i diritti riservati · Un idea DonnaPratica