Il rifiuto sociale e le sue conseguenze

Gli ultimi casi di cronaca, ci invitano nuovamente a riflettere sulla condizione dei giovani e sul bullismo. Chi di noi non ha almeno una volta nella vita, durante l’infanzia provato la sensazione di essere rifiutato e abbandonato dai propri amici? In genere il bambino abbandonato o respinto dal gruppo, finisce per non percepire in maniera nitida i segnali lanciati dagli altri. E così spesso tende ad isolarsi quasi di riflesso, perchè incapace di reagire e controbattere agli atteggiamenti altrui, data la scarsa abilità di questi bambini a decifrare i segnali sociali ed emozionali.

Secondo alcune indagini, pare che il tasso degli abbandoni scolastici colpisca soprattutto i ragazzi rifiutati ed isolati dal gruppo. Uno studio ha evidenziato che il 25% dei bambini che a scuola erano etichettati come “antipatici” o “diversi”, ha lasciato gli studi prima di prendere il diploma rispetto alla percentuale totale dell’8%. Non c’è da sorprendersi visto che è difficile anche solo immaginare di dover trascorrere 30 ore alla settimana, in un contesto dove sei emerginato e guardato in malo modo.

Le motivazioni sociali che spingono i ragazzi ad isolare l’altro sono classificabili in due categorie. Una è la tendenza ad avere reazioni aggressive, percependo l’ostilità degli altri anche quando ci sono ragioni futili alla base del presunto scontro. In tal caso, buona parte della responsabilità dell’isolamento, è da ricercare nell’atteggiamento inadeguato della stessa “vittima”; attaccare senza alcun motivo ed assumere sempre atteggiamenti scontrosi e prepotenti, porta gli altri ad allontanarsi. Il secondo è da ricercare nella timidezza e nelle remore che subentrano nei rapporti con gli altri.

Questi bambini risultano per così dire “imbranati” e si sentono sempre a disagio e non all’altezza di sostenere un confronto con il resto del gruppo. In tal caso, vengono emerginati, perchè non si scava a fondo, partendo da un pregiudizio errato, secondo cui la timidezza sarebbe un limite o un difetto imperdonabile. Ma come individuare queste 2 tipologie? Semplice, mentre il ragazzo ritenuto “antipatico”, fatica ad allacciare nuove amicizie e risolve i conflitti con la violenza, arrabiandosi facilmente e tenendo sempre il broncio quello timido, di fronte ad un litigio storce il naso e scappa, non sarebbe mai capace di far da paciere, e non riesce a condividere i suoi sentimenti più profondi con gli altri.

Tutti quei bambini che attraversano l’emarginazione sociale, è molto più probabile che continueranno ad essere esclusi anche negli anni seguenti, quando affronteranno le scuole medie e superiori. E’ stato dimostrato, attraverso molti studi, che i bambini isolati hanno difficoltà di apprendimento e sono più depressi dei loro coetanei. Sono afflitti da più preoccupazioni e il loro rendimento è molto più basso, rispetto a quello che potrebbero ottenere se avessere una vita sociale regolare e soddisfacente. Anche avere un solo amico, per questi bambini, potrebbe fare la differenza, quando tutti gli altri ti voltano le spalle.

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