Le emozioni e il rischio di divorzio

Sebbene il tasso dei divorzio in Italia e nel mondo si sia stabilizzato seppur su cifre molto alte, il “rischio” che aumenti è cresciuto vertiginosamente. In particolare a partire dagli anni Novanta la probabilità che un’unione sancita dal sacro vincolo del matrimonio finisca con il divorzio, sfiora il 70%. Il dato si riferisce al totale di divorzi calcolati in un anno. Secondo alcuni studi le ragioni che spingerebbero una coppia ad allontanarsi, deriva dal diverso modo di vivere le emozioni.

L’educazione emozionale, se così la vogliamo definire, ha radici nell’infanzia, quando i genitori si confrontavano diversamente con il loro figli. Alle bambine ci si rivolgeva parlando di nessi emozionali e alimentando la loro capacità empatica mentre con i maschietti ci si rapportava diversamente, esortandoli a trascurare certi aspetti emotivi e badando di più a quelli di natura pratica.

Numerosi studi hanno stabilito che le ragazze sono più empatiche dei ragazzi, riescono ad interpretare la mimica facciale altrui, leggendo i sentimenti di chi gli sta di fronte anche mediante la gestualità. Il ragazzo invece tende a minimizzare alcuni “segnali” emotivi dando importanza solo alle forme di espressione esplicite e dirette. Le donne mediamente sperimentano una vasta gamma di emozioni e lo fanno percependole nel profondo con molta intensità, mentre gli uomini tendono a controllare di più le emozioni e carpiscono con ritardo la vera natura delle sensazioni altrui. Nella coppia infatti si dice che la donna avverte subito dopo aver accertato una serie di segnali, che l’uomo si sta allontanando.

Il partner maschile invece tende a sottovalutare ogni atteggiamento dell’altro, senza attribuirgli troppa importanza e rimandando il dialogo che potrebbe sciogliere nodi e chiarire questioni, che altrimenti resterebbero irrisolte. Mentre per l’uomo la comunicazione verbale talvolta rappresenta un optional o resta comunque secondaria rispetto alla comunicazione che si manifesta con la fisicità, per la donna parlare e confrontarsi è fondamentale. Il discorso così formulato potrebbe risultare troppo di parte e femminista. Invece, c’è anche l’altro rovescio della medaglia che propende dalla parte dell’uomo.

Essere così ricettivi spesso spinge una donna a reagire diversamente anche rispetto ad eventuali torti ricevuti. L’uomo può rispondere a un torto in maniera diretta, mentre la donna è più sottile e tende a “servire” la vendetta in maniera inaspettata, preceduta da tante piccoli e grandi ripicche che possono rivelarsi molto pungenti. In caso di tradimento, la donna essendo più empatica tende a curare nei minimi dettagli i suoi movimenti, e difficilmente il partner riesce a percepire un suo cambiamento, mentre al contrario il “lui” della situazione mente in maniera goffa e si ritrova a commettere errori piuttosto grossolani, quasi come un bambino immaturo ed ingenuo.

Entrambi i partner tendono però a cadere in uno sbaglio che è lo stesso: dare per scontato l’altro. Per questa ragione, insieme alla mancanza di comunicazione, le separazioni sono molto più frequenti di prima. La capacità di “sentire” è certamente importante ma spesso, può anche rappresentare un terreno di confronto e di compensazione tra due “animali sociali” identici eppure così diversi. Non dialogare e considerare l’altro come un terreno di conquista già esplorato, sono i principali nemici della stabilità di coppia.

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