Alleviare le preoccupazioni e controllarle

Quando si è agitati e preoccupati c’è la possibilità di precipitare in una spirale senza tregua fatta di melodrammi di bassa lega, dalla quale è quasi impossibile una via d’uscita. Eppure c’è chi ritiene che l’ansia e la preoccupazione possano rivelarsi funazionali ed efficaci affinchè un problema venga risolto in modo adeguato. Spesso infatti la preoccupazione ha un ruolo positivo; meditando su un disagio ossia impiegando tempo e risorse per riflettere sulle soluzioni da trovare per risolverlo, la mente impara ad escogitare un modo per controllare l’ansia fissando l’attenzione sul problema contingente, che prima o poi, grazie all’impegno con cui viene trattato, sarà certamente risolto.

La preoccupazione, è da un certo punto di vista, un ripercorrere mentalmente gli eventi, in modo da selezionare quelli che potrebbero avere esiti negativi e decidere di risolverli per modificarne la sorte. Ma allora quando scata l’allarme? Il problema sorge quando le preoccupazioni diventano croniche e ripetitive, nel caso in cui si ripropongono riciclandosi all’infinito, senza mai riuscire ad intravedere una soluzione definitiva.

Le preoccupazioni spesso sembrano spuntare dal nulla, sono incotrollabili, generano un costante ribollire d’ansia, sono inaccessibili alla ragione e costringono l’individuo a considerare il disagio da un’unica, inflessibile prospettiva. Quando questo ciclo di preoccupazioni persiste e si intensifica nel tempo, esso sfuma in veri e propri “sequestri emozionali”, ossia in disturbi ansiosi quali ossessioni, fobie, attacchi di panico.Il comune denominatore di tutte queste situazioni sta nel fatto che la preoccupazione è riuscita in qualche modo a sfuggire ad ogni forma di controllo.

Ma come è possibile allontanare le preoccupazioni per evitare che sfocino in disturbi più gravi? Occorre distogliere l’attenzione da esse e consentire all’individuo di concentrarsi su altro. Ma se c’è una cosa che i soggetti affetti da preoccupazione cronica non ascoltano sono proprio i consigli che gli vengono impartiti: “Smettila di preoccuparti”, “Cerca di essere sereno” e così via. Per convincerli a prendere le distanze progressivamente dalle preoccupazioni occorre fare dei passi graduali perchè non è semplice uscirne.

La prima cosa da fare è l’autoconsapevolezza, ovvero riconoscere il prima possibile quali sono gli episodi fonte di preoccupazione e ansia. L’ideale sarebbe riuscire a coglierli non appena l’immagine catastrofica si sta per consolidare scatenando sensazioni negative. In secondo luogo molto utile è imparare le tecniche di rilassamento da applicare al momento in cui si avverte l’insorgere della preoccupazione, in modo da servirsene all’istante. Fondamentale è anche intraprendere attività che consentano di rivolgere l’attenzione su altro diventando una valvola di sfogo per lo stress, che è molto legato insieme all’ansia, all’insorgere delle preoccupazioni croniche. Dedicarsi ad un hobby o ad un’attività sportiva consentono di gestire in maniera strategica le preoccupazioni allontanando e alleggerendo i pensieri molesti.

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