Attività aerobica: quali errori commettiamo

La camminata, la corsa, la bicicletta, il nuoto, quando eseguite con ritmi blandi e per un tempo prolungato sono tutte attività fitness che favoriscono lo snellimento e quindi sono molto amate dalle donne. Vengono chiamate discipline aerobiche perchè innescano nell’organismo un meccanismo di consumo energetico che porta soprattutto ad attingere ai grassi di deposito. Tutte sanno che offrono benefici per la linea, ma c’è ancora molta confusione sul modo in cui occorre praticarle. La personal trainer Viviana Ghizzardi chiarisce i dubbi sugli errori più frequenti.

1. Pensare che basti sudare per perdere peso. Un’abbondante sudorazione dipende dal metabolismo soggettivo, può essere causata da un’alta temperatura esterna e non è sinonimo di snellimento. Non è detto, infatti che il ritmo cardiaco si mantenga a un livello giusto per poter parlare di lavoro aerobico e quindi di consumo dei depositi adiposi. Sudando si perdono liquidi, ma non si bruciano grassi.

2. Allenarsi con una durata e un ritmo casuali. E’ sbagliato credere che un’attività fisica svolta per un tempo molto prolungato, oppure a un ritmo molto elevato, sia automaticamente sinonimo di training aerobico. Per essere aerobico, uno sport deve avere intensità blanda e protrarsi per almeno 30-40 minuti senza pause e senza variazioni di ritmo. L’unico modo per valutare la giusta intensità, che è soggettiva, è quello di contare il numero delle pulsazioni cardiache con un cardiofrequenzimetro. l valore entro cui mantenere i battiti si calcola sottraendo la propria età a 220 e moltiplicando il risultato per 60-65%. Solo in questa fascia (detta “soglia aerobica”) si innescano meccanismi metabolici che bruciano i grassi senza produrre scorie.

3. Trascurare il fattore uniformità. “Faccio 30 minuti di cyclette o di mountain bike, cioè 30 minuti di allenamento aerobico”: tante lo credono, ma è una convinzione sbagliata. Il lavoro aerobico bruciagrassi inizia nel momento in cui il cuore raggiunge (e mantiene) la frequenza ottimale. La fase precedente, di riscaldamento, non conta.

4. Confondere calorie e grassi di deposito. Chi si allena sul tapis-roulant, sulla cyclette e sulle altre macchine cardio si fida ciecamente del calcolo delle calorie bruciate effettuato dal computer dell’attrezzo. Bisogna considerare però che si tratta di conteggi approssimativi e in ogni caso, che un elevato consumo di calorie non vuol dire smaltire altrettanti grassi. Nel complesso meccanismo che fornisce “benzina” ai muscoli, infatti, entrano in gioco inizialmente soltanto gli zuccheri, mentre il tessuto adiposo viene intaccato solo in un secondo tempo (e con fatica). Meglio tenerne conto e non sentirsi leggittimate a un’abbuffata post-allenamento.

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