Depressione infantile: sintomi e conseguenze

Se il Ventesimo secolo è stata un’epoca di malinconia il carattere che connota il Ventunesimo secolo è sicuramente la depressione. I dati internazionali mostrano quella che appare una moderna epidemia di depressione, che si diffonde ovunque a causa dell’adozione, in tutto il mondo, degli stili di vita moderni. Su scala mondiale, tutte le generazioni susseguitesi dall’inizio del secolo hanno conosciuto un rischio maggiore rispetto a quello dei genitori di soffrire, nel corso della vita, di una depressione seria, che non è semplicemente una condizione di tristezza, ma è apatia, scoraggiamento e disperazione schiacciante.

Anche l’abbassamento dell’età in cui si hanno le prime esperienze depressive sembra una tendeza mondiale. Negli Stati Uniti, le stime del numero di bambini e adolescenti depressi confermano questa tendenza. L’irrimediabile erosione dei nuclei familiari, l’aumento vertiginoso del numero dei divorzi, il calo del tempo che i genitori dedicano ai loro figli sono fenomeni che hanno contribuito alla perdita delle fonti stabili di autoidentificazione e ciò ha comportato anche una maggiore suscettibilità rispetto alla depressione.

Nei giovani le depressione non solo dovrebbe essere curata ma soprattutto prevenuta, e ciò risulta da alcuni campanelli d’allarme che talvolta passano inosservati o semplicemente non vogliono essere percepiti. Episodi depressivi anche lievi nel bambino possono essere un segno premonitore di crisi più gravi che possono sopraggiungere nella vita adulta. Ciò smentisce la vecchia tesi per cui la depressione infantile non avrebbe conseguenze importanti a lungo termine, visto che i piccoli la supererebbero con lo sviluppo.

Stando ad alcuni studi realizzati in America, bambini affetti da depressione grave soffrono in media di episodi della durata di circa 11 mesi, anche se in un caso ogni sei la depressione si protrae per diciotto mesi. La depressione lieve, iniziata in alcuni bambini già dall’età di cinque anni, produceva disagi minori ma durava assai più a lungo, in media circa quattro anni. Quando i bambini che hanno avuto un episodio depressivo diventano adolescenti e adulti, soffrono di depressione o di disturbi maniaco-depressivi in media, un anno ogni tre. Spesso questi bambini non riescono ad avere rapporti costanti e sereni con i coetanei: la loro tristezza li induce in genere ad isolarsi, a distogliere lo sguardo quando i loro coetanei vogliono coinvolgerli in qualche attività ricreativa. Il risultato? Finiscono per essere rifiutati o trascurati nel gioco e nella ricreazione.

Un altro prezzo pagato da questo ragazzi è lo scarso rendimento scolastico: la depressione infatti interferisce con la memoria e la concentrazione e rende più complicato prestare attenzione in classe e a tenere il passo con i tempi. Una volta cresciuti anche da adulti questi indivvidui, tendono inoltre ad una visione pessimistica della vita: ogni ostacolo sembra insormontabile e alimenta il senso di inadeguatezza e disperazione. Più avanti vedremo cosa deve fare un genitore quando si accorge dei sintomi di una lieve depressione, ed evitare che abbia conseguenze più serie e protratte in tempo.

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