Gigantomastia e mastoplastica riduttiva

Uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti è certamente la mastoplastica additiva, finalizzata all’aumento del seno. Eppure un numero consideravole di donne, soprattutto le over 50, decidono di seguire il percorso inverso. Desiderano cioè un decolletè meno voluminoso e ingombrante perchè soffrono di gigantomastia. Si tratta di un ingrandimento oltre misura delle due mammelle che diventano molto grandi e soprattutto pendule, procurando disagi sia estetici che funzionali.

La gigantomastia può essere di due tipi: quella virginale, in cui la componente ghiandolare è predominante, ed è tipica delle addolescenti e quella in cui è prevalente la componente adiposa (relativa al grasso). Quest’ultima riguarda donne più mature e può colpire anche chi ha superato la menopausa.

In tutti questi casi in genere le pazienti sono sempre in sovrappeso. La gigantomastia provoca fastidio e disagio anche a livello psicologico; le giovani donne provano imbarazzo di fronte agli sguardi invadenti di chi le circonda e cercando di nascondersi, tendono a piegare le spalle in avanti. Così a lungo andare si possono presentare problemi a livello della colonna vertebrale che devono essere individuati precocemente, altrimenti possono degenerare in forme patologiche molto più gravi.

Le mammelle troppo grandi sono responsabili di una sintomatologia piuttosto preoccupante: dolori alle spalle, alla schiena, alla zona cervicale o a livello lombare. Non c’è una corrispondenza di causa/effetto tra seno eccessivamente grande e presunta comparsa di cancro. Eppure la mastoplastica riduttiva è come eseguire una grande biopsia della mammella anche perchè perchè l’autopalpazione in questi casi è molto complicata da realizzare. Infatti è d’obbligo, una volta asportato il tessuto in eccesso, sottoporlo ad esame istologico che può dare informazioni sulla salute del resto del seno e dunque della paziente.

Non è raro riscontrare la presenza di foci  neoplastici che non sono stati individuati in precedenza. Si tratta di tumori in stadio iniziale che possono essere rimossi sul nascere, salvando la vita alla paziente. Dunque oltre a risolvere problematiche di stampo psicologico, la mastoplastica riduttiva può andare incontro a chi ha gravi disagi funzionali e legati alla salute.

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