La tenerezza? Non sempre funziona

Fiducia, costanza a calore sono gli ingredienti fondamentali che alimentano la tenerezza. La tenerezza rappresenta, come sostiene lo psichiatra Willy Pasini, “il lievito affettivo che permette la crescita degli esseri umani”. La capacità di condividere i propri sentimenti con gli altri e la disponibilità con cui ci si concede senza remore cullati dalla completa fiducia, dovrebbero essere sentimenti che sgorgano spontanei. La tenerezza infatti non è soffocamento e non ha nulla a che vedere con la sdolcinatezza del dovere sociale.

Spesso infatti la tenerezza può anche rappresentare un ostacolo nel proseguio o nella fine di determinati legami. Nel primo caso può essere un ostacolo all’erotismo. Per alcune coppie la tenerezza dovrebbe essere una sorta di preludio della passione, un trampolino di lancio verso slanci audaci. Per altre è invece un anestetico della sessualità; con il partner si sviluppa un rapporto così fraterno e profondo che quasi sembra incestuoso doverlo “infrangere” con l’erotismo.

Inoltre, per molte coppie una volta subentrata la noia e la routine è molto complicato inserire elementi di sorpresa e imprevedibilità tanto che ci si accontenta di un semplice gesto di tenerezza, che però non sempre basta a saldare il legame, talvolta troppo logorato dal tempo.

L’eccesso di tenerezza può essere anche un ostacolo nei momenti in cui bisogna dirsi addio. C’è chi ritenendo la separazione una perdita, una rottura straziante, tende a esorcizzare la circostanza mostrandosi affettuoso col partner. Può sembrare un paradosso e invece questo è un atteggiamento assunto spesso da chi tende a rimandare il momento fatidico dell’addio, perchè non accetta il nuovo ordine di cose e ha paura della reazione che troverà dall’altra parte.

C’è poi chi cerca di addolcire la pillola, affrontando l’argomento con calma (con frequenti giri di parole…) cercando di mascherare con la tenerezza un momento così complicato. Invece quando bisogna lasciarsi occorre farlo con determinazione, solo così si dimostra tutta la propria maturità.

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