Sbagli da evitare quando si fa trekking

Se avete intenzione di iniziare un’attività sportiva che vi permetta di coniugare l’allenamento con il desiderio di entrare a contatto con la natura, senza trascurare lo spirito di squadra che è insito in chi sceglie di prendere parte a sport in compagnia di amici o parenti. Parliamo del trekking che in questi ultimi strascichi di bella stagione, possiamo ancora permetterci di fare. Ma quali sono gli errori più comuni che si commettono quando si pratica uno sport del genere? Vediamone alcuni. In primis è sbagliato usare male gli scarponcini. Da quando si è diffusa la pratica del nordic walking, tutti si sentono più trendy con i bastoncini telescopici (cioè allungabili e accorciabili a piacere).

Possono essere d’aiuto in salita a chi sente il bisogno di maggiore equilibrio e stabilità, ma se non si è ben coordinati nei movimenti rischiano di rallentare la camminata. Invece sono utilissimi in discesa, specie se ripida perchè consentono di scaricare il peso anche sulle braccia e riducono l’affaticamento di gambe e ginocchia.

Spesso accade che si sbaglia anche il ritmo del passo, uno degli errori più frequenti soprattutto tra i meno esperti. Per camminare a lungo in salita, è importante tenere il ritmo giusto per non trovarsi a corto di fiato. Il movimento deve essere lento e continuo. Ci si può fermare di tanto in tanto per brevi recuperi, mentre le soste frequenti spezzano solo la fluidità del gesto e lo rendono più faticoso.

Sui sentieri in discesa, invece, è preferibile una camminata con un ritmo quasi “saltellato”, appoggiando prima l’avampiede e poi il tallone. Se infatti la pendenza lo consente, una discesa eseguita a velocità maggiore è più efficace di una lenta, perchè sfrutta la forza di gravità, senza “frenare” il movimento ad ogni passo.

Non dimenticate inoltre di idratare costantemente il corpo. Spesso un errore comune è quello di non bere frequentemente. Durante il trekking l’organismo consuma liquidi e sali minerali, che si reitegrano bevendo. Ogni 45-60 minuti è necessaria una breve sosta per reidratarsi. In alternativa, esistono zaini con piccoli serbatoi interni, collegati a una sottile cannuccia flessibile, che consentono di bere anche mentre si è in movimento.

Se si incontrano lungo il tragitto dei brevi tratti di sentiero attrezzato, cioè dotati di corde o catene fisse per aiutarsi nella salita, non ci si deve spaventare: non sono sinonimo di difficoltà particolare, offrono solo maggiore sicurezza. Tutt’altra cosa sono le vie ferrate, cioè dotate di scalette, corde e pioli metallici infissi nella roccia. Per affrontarle serve un’attrezzatura di sicurezza. Si consiglia di percorrere questi itinerari solo con una guida o una persona esperta.

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