Gestire il distacco: separarsi o…resistere?

L’innamoramento è entrare in una favola. Spesso in entrambi (ma a volte solo in uno dei due), c’è la convinzione che quella sarà la storia della vita, quella che ci procurerà le emozioni più grandi. Tutti, anche quelli più ruvidi e scettici, si lasciano travolgere dalla passione che è così potente da spingerli ancora una volta a “crederci”. Ed è più che condivivisibile questo pensiero visto che l’insana ossessione è parte integrante del sentimento affettivo ed è normale credere fin dall’inizio che quel partner rappresenta il nostro presente e il nostro futuro, sarà la persona con cui costruiremo delle fondamenta solide.

Eppure anche le favole più belle finiscono e un giorno dopo l’ennesima sfuriata, se non si è stati troppo precipitosi e testardi, nel lanciarsi in un rapporto, che non era poi così collaudato e sicuro. Ci si comincia a chiedere se quel legame non sia destinato a finire. Nella mente inizia a balenare l’idea del divorzio, dopo aver percepito quel famoso “clic” che rappresenta un campanello d’allarme. Si avverte che qualcosa si è rotto.

Una volta capito cosa sta succedendo, non è facile dirsi addio. La separazione, che sia volontaria o indiretta, rappresentata cioè dal classico abbandono, che in verità realizzano più le donne che gli uomini, ci frantuma, ci fa cadere il mondo addosso. Gli stati d’animo che lo accompagnano sono l’nagoscia, il senso di solitudine, l’amarezza, la disperazione. 

Eppure, non ci crederete, ma gli psicologi, considerano la separazione, come il “minore dei mali”. Quel senso di frustrazione, quella profonda delusione rappresentano in effetti il prezzo da pagare, per ricostruire la propria vita, per andare di nuovo alla ricerca di se stessi per riprendere le redini della propria esistenza.

Bisogna elaborare un lutto, una separazione, gestire il senso del distacco e non è semplice soprattutto dopo anni che si sta insieme. Non è l’evento in sè che conta ma l’insieme degli episodi che si sono susseguiti nei mesi, negli anni: i ricordi, i momenti condivisi insieme, le sensazioni, sia brutte che belle. Ma ciò non basta per ricucire un legame che ormai è scoppiato da tempo. Inutile rimettere in sesto i pezzi di un vaso andato da anni in frantumi.

Meglio dire basta, lasciarsi facendo chiarezza e spiegando le proprie ragioni, senza lasciare inutili strascichi di incertezza, soprattutto se bisogna continuare a gestire un rapporto civile per via dei figli. Partendo da un semplice gesto, un singolo evento, avrete posto le basi per la nuova vita che vi preparate a intraprendere, con la consapevolezza che i vostri tentativi di recuperare e salvare il salvabile sono stati tutti vani. Senza rimpianti ma con tanta forza di volontà partite con la marcia giusta per iniziare un nuovo capitolo della vostra esistenza. Senza guardarvi più indietro evitando di fare paragoni con un passato, che vi dovrà servire solo da maestro di vita. Non da specchio in cui leggere le vostre insoddisfazioni o rimpianti.

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