Vacanze vicine? Evitiamo lo stress

Le aspettiamo, sognamo, organizziamo per mesi e poi, quando finalmente arrivano, non riusciamo a godercele. Stiamo parlando delle vacanze, in cime alle classifiche delle fonti di stress subito dopo un licenziamento o un trasloco. Fa un pò effetto vederle in quest’ottica. La prima reazione è: “Averle… L’unico stress è non poterle fare!”. Eppure, come tutti i cambiamenti, anche un momento che dovrebbe essere di relax, tempo per sè, piacere, spesso finisce con il creare disagio.

Prime complicazioni
La scelta della meta rientra senz’altro nelle fasi più stressanti della vacanza. Le difficoltà cominciano già con la decisione della destinazione da prendere per vivere questo momento che dovrebbe essere di puro relax. Troppe proposte e budget non sempre adeguato generano confuzione. Difficoltà a conciliare i propri desideri con quelli del partner, degli amici, del resto della famiglia. Noi abbiamo solo voglia di relax, gli altri sono già attrezzati per un safari fotografico o hanno pianificato uscite in discoteca no stop per tutte le sere.

“Prima regola da rispettare: perchè la vacanza sia davvero rigenerante bisogna valutare le proprie reali risorse fisiche, mentali ed economiche. Il che significa riconoscere e rispettare i propri limiti invece di tentare continuamente di forzarli, come facciamo durante il resto dell’anno”, spiega lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani.

La vera vacanza vuole attenzione verso il proprio corpo, la propria emotività e le relazioni; è fatta di stati d’animo non di azioni. “Non ci sono obblighi”, prosegue lo psicologo. “Siamo già agitati perchè, dopo due giorni a Parigi, non abbiamo ancora visitato la Torre Eiffel, Notre Dame e il Louvre? Rilassiamoci. Una passeggiata lungo la Senna immersi nei pensieri e nei colori può essere altrettanto gratificante. Stesso discorso per il senso di colpa che ci assale se non facciamo mille fotografie da postare su Facebook. Visitare il Gran Canyon scattando foto tutto il giorno non è la stessa cosa che starsene lì seduti a osservare i cambiamenti della luce sulle rocce, senza alcun obbligo di documentazione. La vacanza non deve diventare un lavoro“.

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