Calcio e sentimento: binomio possibile?

E’ lo sport per eccellenza. Almeno quello che più rappresenta la nostra Nazione. Il calcio è uno specchio dei cambiamenti sociali e delle metamorfosi dei ruoli e gli atteggiamenti che uomini e donne mostrano quando si rapportano al allone. L’intercambiabilità dei ruoli femminili e maschili, la rottura delle barriere che li separava rigidamente è visibile quando si parla di campi di calcio. Questi hanno infatti modificato anche il rapporto che c’è tra donne e lo sport più amato gli italiani.

Ma chi sono le nuove tifose? Bisogna distinguere tra quelle che esercitano il tifo per scelta e quelle che lo fanno per obbligo. Le prime tifano per passione, perchè amano questo sport e spesso lo dimostrano, snocciolando massime degne di un grande esperto del settore. Le seconde invece sono costrette ad assistere alla partita in tv o a recarsi allo stadio, per non trasformarsi in vedove della domenica.

Sì, la domenica. Proprio quella di cui ci parlava Rita Pavone nella sua nota canzone. Le donne si sono da sempre lamentate per il tempo in eccesso trascorso dagli uomini davanti al televisore. Secondo molte di loro, il calcio rappresenta l’equivalente maschile dell’emicrania per le donne: una scusa per evitare di lasciarsi travolgere dalla passione, che forse è un pò sopita. Almeno verso la propria partner, a differenza di quella profusa nei confronti della propria squadra del cuore, che resta sempre ardente, mese dopo mese, anno dopo anno.

In una prospettiva sessuofobica, ancora oggi molto diffusa, le donne venivano considerate le peggiori nemiche dell’atleta sportivo. La causa della loro inefficienza in campo. Sono tantissimi gli allenatori che hanno imposto per anni ai propri giocatori lunghissimi ritiri prima di dispute particolarmente importanti. Il motivo? Preservare le energie che una donna gli avrebbe portato via.

Attualmente questa concezione, è stata un pò messa da parte; il calcio viene considerato uno sport più complesso che se da un lato richiede molte energie da spendere, dall’altro necessita anche di un buon equilibrio psico-fisico che com’è noto, si può costruire anche a casa e a letto, con la propria partner. E non mancano gli sportivi che rivelano senza mezzi termini, di aver bisogno di lasciarsi andare alla passione, per scaricare l’ansia prima di dedicarsi alla gara, con tutte le loro forze.

Ma allora è possibile conciliare coppia e sport? Sì, se anche l’uomo, nel caso in cui la donna lo segua per obbligo, sia disposto a fare qualche rinuncia. Potrebbe anche lui dedicarsi o interessarsi a una causa o a un hobby che sta particolarmente a cuore alla sua compagna. In tal modo, nessuno si sentirebbe costretto a fare un sacrificio senza essere mai contraccambiato.

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