Attrazione: i meccanismi che la smuovono

Attrazione. Un fenomeno misterioso che è impossibile da definire con certezza senza farsi condizionare da steriotipi o da motivazioni personali inconfessabili. Si può essere attratti da qualcuno mossi solo da pulsioni viscerali ed arcaiche che non coinvolgono testa e cuore. C’è poi chi non vive giusti compromessi: si oscilla tra il predominio assoluto dell’istinto e della passione e la tendenza all’autocontrollo diventando eternamente schiavi del conformismo. Ma quali sono i fattori legati all’attrazione?

I meccanismi dell’attrazione sono legati sia a fattori culturali che a tendenze fondamentali dell’essere umano. Alcune di queste caratteristiche sono piuttosto statiche e trascendono le tendenze. Si tende ad avvolare sempre di più ad esempio, il fatto che la scelta di cominciare o tenere in piedi un rapporto di coppia, dipenda più dalla donna che dall’uomo.

E’ lei in defintiva che seleziona sin dall’inizio e sceglie se accettare o meno il corteggiamento ed è sempre lei a decidere, se salvare o meno un legame ormai logorato dal tempo e da altre problematiche ad esso connesso, con una spinta risolutiva e un piglio coraggioso, che spesso non sono prerogativa dell’uomo, più disposto a crogiolarsi e a rimandare le decisioni, che a discutere a tavolino per sciogliere i nodi problematici.

I meccanismi dell’attrazione d’altronde seguono anche i trend del momento. Attualmente assistiamo al declino del play boy, personaggio che ha reso l’italiano media famoso un pò in tutto il mondo. Le sue arti amatorie sono state appannate in primis dall’Aids. La tendenza alla promiscuità sessuale lo ha reso un individuo tutt’altro che seduttivo e attraente, bensì inconcludente e talvolta pericoloso. Quali sono invece le caratteristiche che attraggono di un uomo alla donna? Senza dubbio l’intelligenza e il potere sono un connubio in netta ascesa. Le nuove prede sono diventati i manager, i politici, gli uomini della finanza e i personaggi dello showbiz.

Ci sono poi alcune donne che animate dalla loro anima di eterne crocerossine, scelgono uomini deboli e plasmabili, per poterli ritrutturare come se fossero degli appartamenti. Dietro questi meccanismi che nella realtà si rivelano molto più complessi di ciò che sembrano, si nasconde la grande crisi del maschio che confuso tra l’adesione ai valori femminili e l’incapacità di elaborare un nuovo modello a cui aderire, finiscono per delegare alla donna il ruolo di pigmalione del mutamento sociale.

E all’uomo invece cosa piace? Di recente sono emersi nuovi modelli di attrazione erotica personificate da professioniste, come donne che appartengono al mondo della politica o del giornalismo, e che abbinano alla cultura e alla dialettica, un aspetto seducente ma composto o da atlete che oltre a vincere medaglie e gare, sono protagoniste di contratti pubblicitari in cui mostrano anche il loro lato più femminile, rientrando perfettamente nell’immaginario erotico maschile. Non esiste più dunque, l’immagine della donna affascinante perchè eterea, dalla pelle chiara e dal fisico gracile. Meglio l’erotismo felino delle sportive forse più prossime alla rappresentazione della sessualità passionale e viscerale.

Poi, il fascino della donna che partecipa in modo attivo ed efficiente al mutamento sociale, come la manager, la politica o la giornalista, che veste sempre in modo sobrio senza mostrare troppo la sua fisicità, ma che si distingue per carisma e determinazione, scatena l’istinto del maschio che, bombardato costantemente dai media con l’immagine di una donna perennemente svestita e poco protagonista, ha l’esigenza di riscoprire il fascino di un intelletto sopraffino abbinato a un fisico sensuale ma non sovraesposto.

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