La grafologia per indagare la personalità

La grafologia è la scienza che studia la personalità attraverso la scrittura. L’esperta Rosanna Bianchi, grafoanalista, la definisce “psicologia della scrittura”. Come la psicologa infati si occupa dello studio dell’individuo, del suo modo di pensare e di rapportarsi agli altri, così la grafologa analizzando la grafia, espressione del temperamento e del caratteristiche del soggetto, cerca di scavare a fondo nella sua anima e di sviscerarne la natura. Già a partire dall’antichità la scrittura era considerata un modo per riflettere il proprio mondo interiore, come scriveva lo stesso Aristotele.

Ogni segno grafico comprende in sè varie componenti: quelle neuro-fisiologiche e quelle psicologiche che possono essere valutate nella loro interezza solo con un approccio globale che consenta di rapportarle una con l’altra, sottointendendo un lavoro complesso e piuttosto impegnativo. Il compito del grafoanalista richiede, come accade anche allo psicologo o al sociologo, una certa dose di intuito poichè l’oggetto d’analisi è variegato e costellato da ostacoli. Tutti hanno a che fare con la complessità dell’animo umano che va indagata, seguendo una prospettiva che non lasci nulla al caso.

Le mani risultano essere veicolo di informazioni che giungono dall’area gnosica del cervello, quella che sovraintende alla percezione degli oggetti e al riconoscimento del loro valore simbolico. Anche l’emotività viene fuori in maniera chiara e inequivocabile nella grafia e si riflette mediante la pressione sul foglio, diretta espressione della determinazione e dell’energia vitale dello scrivente.

Ma come si interpreta la scrittura? Fondamentale è l’analisi del calibro. Il calibro è l’altezza del corpo delle lettere minuscole, che si può misurare facilmente: sarà piccolo se inferiore ai 2 mm, medio se oscilla tra i 2 e i 3 mm e grande se supera i 3 mm. Il calibro esprime le’nergia espansiva di chi scrive. Quanto più è piccolo tanto più lo scrivente tende a ritrarsi su se stesso; quanto più è grande tanto più manifesta il desiderio di mostrarsi agli altri. Un calibro disomogeneo, indica invece un’energia espansiva che varia nel tempo. Spesso chi scrive mostrando queste oscillazioni, vive alti e bassi ed è particolarmente ansioso. Anche l’inclinazione assiale, ovvero i segmenti che dividono le lettere, sono importanti e ci rivelano come chi scrive si pone nei riguardi dell’altro.

Quando gli assi sono perpendicolari ai margini del foglio si parla di inclinazione dritta: in tal caso chi scrive è capace di scambi paritari altrimenti, se è pendente, ci troviamo di fronte a individui che tendono a prevaricare sull’altro. Quando il grafologo che si rivela un diagnostico, individua nella scrittura segni che indicano chiaramente quanto lo scrivente non sia in grado di gestire in modo armonioso le proprie emozioni e i rapporti con il prossimo, ha l’obbligo di indirizzare il soggetto a consultare uno psicologo.

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