Lo svezzamento: quando, come e perchè

Con questo termine si intende la sostituzione di un pasto a base di latte con alimenti differenti nella dieta del lattante. Lo scopo è quello di abituarlo gradualmente all’assunzione di cibi semisolidi e solidi, diversi quindi dal latte, fino a rendere la sua alimentazione simile a quella dell’adulto. Lo svezzamento ha inizio tra il quarto e il sesto mese di vita compiuti. Prima di questo momento, infatti il bambino non presenta una superficie secrezione salivare necessaria per ammorbidire e impastare i cibi solidi; dopo tale periodo, invece, l’alimentazione esclusivamente lattea non è più sufficiente alle sue esigenze metaboliche. Il latte, da solo, potrebbe soddisfare le necessità, ad esempio, di ferro, ma dovrebbe essere assunto in quantità eccessiva; per una corretta integrazione aminoacidica è necessario consumare proteine animali diverse da quelle del latte; inoltre, per stimolare i meccanismi intestinali, si richiede l’introduzione di fibra vegetale.

Oltre all’aspetto alimentare, occorre mettere in evidenza che il bambino, in questo periodo, acquista il controllo di alcuni movimenti: sta seduto con appoggio, muove la testa esprimendo l’assenso o il rifiuto del cibo, e accetta l’introduzione del cibo con il cucchiaino.

Svezzamento rapido e rischi
Uno svezzamento precoce può favorire l’insorgenza di allergie alimentari, a causa della fisiologica permeabilità della mucosa intestinale alle macromolecole, soprattutto di natura proteica. Importanza particolare, a tale proposito, assume il glutine, sostanza proteica contenuta in alcuni creali, come il grano, dalle cui farine si ottengono prodotti alimentari e dietetici anche per la prima infanzia. La sua assunzione prima del sesto mese di vita, può favorire, in soggetti genticamente predisposti, l’insorgere del morbo celiaco, che si manifesta con intolleranza permanente al glutine.

La malattia celiaca insorge sprattutto all’epoca dello svezzamento, dopo l’introduzione di biscotti, pastine, semolini e altri alimenti contenenti glutine. I sintomi sono inappetenza, vomito e diarrea cronica. Si presenta inoltre un calo dell’accrescimento e del peso, dovuto al ridotto assorbimento intestinale dei nutrienti.

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