Alimentazione materna: dieta ricca e variegata

La composizione del latte umano è più variabile di quanto si creda, e la dieta è il principale fattore che ne determina i costituenti, sia come qualità che come quantità. Nella donna che allatta sussiste un fabbisogno energetico supplementare che può essere valutato di 800-1000 calorie quotidiane, coperto in parte mediante la riduzione dell’attività fisica e in parte mediante l’integrazione apportata dall’alimentazione.

Il regime dietetico dovrà essere ricco di tutti i principi nutritivi, soprattutto di proteine, di vitamine e di sali minerali, e secondo i fabbisogni individuali, la dieta della nutrice potrà comprendere una quota abbastanza alta in carboidrati.

Una neo mamma che produce quotidianamente 850 cc di latte, elimina circa 10 gr. di proteine. Si ritiene, quindi, che fino al sesto mese di allattamento, il livello di sicurezza è raggiunto se le proteine coprono il 12-16% della quota calorica totale. Per quanto riguarda l’apporto di grassi, è opportuno aver cura che buona parte di essi siano rappresentati da oli vegetali, per assicurare un adeguato apporto di acidi grassi essenziali, il cui contenuto nel latte materno sembra dipendere esclusivamente dalle fonti dietetiche.

Gli specialisti suggeriscono dunque di aumentare la razione di latte per soddisfare le accresciute necessità di proteine, calcio, fosforo e riboflavina e di consumare un’abbondante porzione di carne magra e di pesce. Giornaliera e abbondante dovrà essere l’introduzione di agrumi, pomodori, verdure a foglia verde. Oltre ad assolvere fini nutrizionali protettivi, il consumo di frutta e verdura aiuta infatti a mantenere attiva la funzione intestinale.

Per quanto riguarda le bevande alcoliche, devono essere ammesse ma con molta parsimonia; è preferibile l’uso moderato della birra, che pare abbia un blando potere lattogeno. Riguarda, invece, l’introduzione dei liquidi, non vi sono particolari limitazioni: circa due litri e mezzo al giorno sotto forma di acqua, succhi di frutta, brodi di carne o di verdure e, naturalmente la giornaliera razione di latte.

L’uso di acque minerali a tavola, opportunamente scelte si rivela particolarmente utile, in quanto, effettuando una leggera e costante diuresi disintossicante, proteggono l’organismo femminile dell’accumulo delle scorie tossiche responsabili, in molto casi, di screzi renali ed epatici, disturbi che, se non adeguatamente trattati, possono costituire l’inizio di pericolose complicazioni.

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