Il vizio di spettegolare : deviva da frustrazione?

Chiara fa così: si vede con Michela e per tutto il tempo parla male di Giulia, un’amica comune. Poi, nel weekend esce con Giulia, un’amica comune. Poi, nel weekend esce con Giulia e attacca a spettegolare con lei dei difetti di Michela. Non appena però Michela e Giulia hanno capito il doppio gioco di Chiara hanno scaricato l’amica voltagabbana.

E tanti saluti. “Parlar male è un’abitudine radicata nella nostra cultura popolare” spiega Enrico Parpaglione, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del sito internet “Psicologia-mente” “dalla quale tutti si dichiarano estranei ma che in realtà molti praticano con soddisfazione più o meno spesso.

Perchè spettegolare dei difetti altrui ha una funzione liberatoria, permette di dire quello che si pensa senza inibizioni e soprattutto da salire per un attimo sul pulpito per ergersi a giudici degli altri. A dire: ti metto in guardia da quella lì, io sono diversa”. Il comune “parlar male” può essere a tutti gli effetti paragonabile a una forma di pettegolezzo che crea eccitazione, complicità e una sorta di alleanza vampiresca tra amiche ai danni di qualcuno. “Una caratteristica tra l’altro tipicamente femminile, perchè le donne hanno una predisposizione naturale al “verbale”, invece gli uomini più al “fare”. L’uomo parla sempre di se stesso. La donna sempre male delle altre”, spiega la Parpaglione.

In alcune persone questa tendenza diventa un vero e proprio vizietto. Non essendo pienamente soddisfatte di se stesse sfogano la rabbia che provano parlando male degli altri, magari proprio su chi riesce a essere come vorrebbero. Denigrare gli altri permette loro di sentirsi migliori, ma in realtà non fanno che alimentare l’invidia e il desiderio di emulazione. Chi lo fa, insomma non ha tanto il desiderio di fare del male a qualcuno ma di sfogare la rabbia che ha dentro (e contro) di sè.

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