Vivere frugale in tempi di consumismo

Vivere da poveri per sentirsi ricchi. Sembra un paradosso, ma è la strada per risollevare i bilanci e stare meglio tutti. Lo afferma Serge Latouche, economista-filosofo nel suo libro “Per un’abbondanza frugale”. Questo termine sembra un controsenso, anzi un ossimoro: due parole che si negano a vicenda. Il senso è questo: occorre tornare all’usterità; tagliare consumi e conseguenti sprechi serve alla terra e all’uomo. Perchè ci fa sentire meglio e riduce le frustrazioni.

Il ritorno al frugale è paragonabile ad una dieta in cui si tagliano le calorie inutili per sentirsi meglio e non sconfinare nell’obesità. Lo si realizza acquistando oggetti durevoli, che non siano stati pensati e realizzati per rimpersi; evitando di idealizzare quel che è nuovo: non acquistare, ma recuperare quel che si ha già.

Inoltre va ricordato che è meglio utilizzare che possedere. Un’auto, se non è indispensabile tutti i giorni, la si può noleggiare. Altrettanto si può fare con una bici, un abito di lusso, una borsa. Bisognerebbe riscoprire un oggetto, regalare tempo, offrire un servizio. Dare, ricevere, ricambiare permette di creare una società più conviviale e, in definitiva, più felice.

La società attuale dove regna la logica del consumismo ci fa credere che per essere felici occorra possedere sempre di più. Per far crescere l’economia si creano bisogni e beni, a non allo stesso ritmo; così si desidera molto, ma non si può ottenere tutto. L’effetto è l’impoverimento psicologico, il perenne senso di scarsità. Ci sentiamo bene solo dopo aver esaudito un desiderio ma poi, influenzati dalla pubblicità, finiamo per avvertirne presto un altro. E’ un meccanismo che crea continua insoddisfazione, infelicità e in più danneggia l’ambiente perchè sommergiamo la terra di rifiuti e rischiamo di esaurire le risorse, limitate, della Terra.

La ricerca del benessere psicologico è la via maestra. I pubblicitari lo sanno bene che chi è felice resiste meglio al fascino dei consumi. Dal punto di vista individuale dovremmo scoprire il valore del tempo trascorso con gli altri, dell’arte, del gioco, del movimento. Qualche esempio? Preparare una cena per gli amici è un piacere che non ha grandi costi; scambiarsi gli abiti, quando si può, è più divertente che fare shopping da sole; pianificare una gita in treno, invece che in auto, può risultare meno oneroso anche per l’ambiente.

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