INCI: quando l’etichetta ci parla del cosmetico

Anche i vecchi marchi di detergenti e creme pare che si stiano adeguando. Da quando è diventato trendy, acquistare esclusivamente prodotti eco bio, assicurandosi che non testino sugli animali, sono aumentati tra gli scaffali della grande distribuzione, prodotti di bellezza che promettono di svolgere il loro compito ma nel rispetto della salute e dell’ambiente. Si leggono sigle del tipo “senza parabeni e sles” o “privi di siliconi”. Finalmente invece di affidarsi semplicemente al marketing adagiandosi sulle qualità vere o presunte di un marchio più o meno pubblicizzato, si presta molta di più attenzione all’INCI.

Ma cosa si intende in pratica con questa nomenclatura? L’International Nomenclature of cosmetic Ingredients, non è altro che l’elenco di componenti che ogni prodotto presenta generalmente sul retro della confezione e che indica gli ingredienti di cui è costituito. Spesso leggendolo, è difficile decifrarne il significato. Secondo una recente indagine infatti sono soprattutto le donne a prestare attenzione all’INCI eppure una su tre si lamenta perchè li trova poco chiari.

Facciamo allora chiarezza cercando di capire cosa sono quei termini che a primo acchitto ci sembrano così complicati. Sls e Sles sono tensioattivi che sono contenuti in genere nel sapone liquido, nel bagnoschiuma e nello shampoo. Sono piuttosto aggressivi per cui sarebbe meglio evitarli perchè usando costantemente prodotti che li contengono, la pelle e i capelli, tendono a inaridirsi. I siliconi che terminano con il suffisso “ticone” oppure “one”, sono presenti in genere nei sieri, negli oli e nei balsami per capelli ma anche nelle creme e nei fondotinta. Sarebbe meglio evitarli perchè tendono a creare una patina impercettibile che non fa respirare la pelle, occludendo i pori e contribuendo alla formazione dei punti neri. Sui capelli, invece, formano una pellicola che seppur li protegge, tende a ungerli e a renderli più fragili.

Lo stesso fanno anche gli oli minerali e la paraffina. La pelle non traspira e le impurità sono sempre in agguato. E pensare che molti prodotti che in teoria dovrebbero essere utilizzati per curare le epidermidi grasse, li contengono diventando paradossalmente i responsabili della secrezione eccessiva di sebo e della comparsa di brufoli. Per cui, non trascurate le etichette quando fate shopping, perchè fare una spesa consapevole non vuol dire spendere per forza dei capitali o accaparrarsi a tutti i costi dell’ultima novità del brand rinomato di turno. Ma vuol dire badare al rapporto qualità/prezzo, alla data di scadenza e alle promesse che garantisce il prodotto, comparandole con gli ingredienti che effettivamente contiene.

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