Mamme alleate per fare le…mamme

Fare la mamma è un mestiere stupendo, ma anche molto impegnativo. Lo sanno bene tutte quelle mamme che ogni giorno si destreggiano tra i vari impegni, cercando di realizzare ogni cosa al meglio. Non sempre però è facile portare avanti tutto da sole e si ha bisogno di aiuto. E quando questo manca, le mamme che hanno mille risorse, si uniscono per trovare la giusta risposta alle loro esigenze. Le mamme italiane sono delle super lavoratrici: tra il lavoro familiare e quello extra domestico sono impegnate in media 60 ore a settimana, vale a dire 1 ore al giorno, da lunedì a venerdì.

Lo testimonia il rapporto “Famiglia in cifre” diffuso dall’Istat nel 2010, che ha indagato sulle abitudini e le necessità delle famiglie italiane del terzo millennio, rivelando uno scenario piuttosto diverso rispetto al passato. Se da un lato infatti le mamme italiane sono in generale sempre più impegnate in attività lavorative extra domestiche (circa il 53% delle donne italiane con figli nel 2009 risultava occupata) è anche vero che continuano a gestire da sole la casa e la famiglia. Più del 70% del lavoro femminile è infatti a carico della mamma, dato che spesso il partner è assente da casa molte ore per motivi lavorativi. Questo significa che per uan donna lavoratrice impiegata a tempo pieno la giornata lavorativa si prolunga di altre 4 ore, senza considerare i tempi per gli spostamenti e gli imprevisti che accadono inevotabilmente quando si hanno bambini piccoli, come ad esempio un raffreddore, la visita dal pedriata o la riunione a scuola.

E quando la mamma è al lavoro, chi si occupa dei bimbi, soprattutto di quelli più piccoli che ancora non vanno a scuola? L’asilo nido è sempre più utilizzato: se nel 2000, sempre secondo i dati Istat, meno del 10% dei bambini sotto i 3 anni era iscritto al nido, nel 2010 il numero sale al 15% con un picco nelle regioni del Nord Italia, dove sono più presenti le strutture pubbliche, decisamente più accessibili a livello economico rispetto a quelle private o al servizio di baby sitter. Ed è proprio la mancanza di nidi pubblici a costituire spesso il motivo che spinge molte a lasciare il lavoro: i dati Istat riportano che nel 2010 una donna su cinque, fra quelle che lavorano, ha lasciato il lavoro in seguito alla nascita di un figlio, per poterlo curare durante i primi anni.

Un aiuto fondamentale arriva poi dalle cosiddette “reti informali” vale a dire dalla famiglia: quasi il 27% delle famiglie con ragazzi sotto i 14 anni anni riceve infatti aiuto dai nonni, che svolgono quindi un ruolo davvero chiave nella crescita dei figli. In molti casi però la famiglia di origine può essere lontana, come succede spesso nelle città più grandi, o i nonni sono anziani e necessitano a loro volta di cure. Ecco quindi che etntra in gioco l’inesauribile energia delle mamme che sempre più uniscono le loro diverse esigenze e le loro forze, per crearsi da sole quei servizi che non riescono a trovare sul territorio.

Da Como a Roma, fino a Catania, stanno nascendo tante e diverse associazioni di mamme, per fornire a se stesse e a tante altre madri vari tipi di supporto: si va dalla “tagesmutter” (in tedesco significa “mamma di giorno”) che si prende cura a casa propria dei suoi figli e di altri piccoli, al doposcuola, all’assistenza alle neomamme nei primi giorni a casa dopo il parto. Insomma ci si sta mobilitando per offrire alle mamme supporto e sostegno, ma non è mai abbastanza, per cui le mamme facciano squadra e si organizzino perchè grazie alla loro creatività e all’aiuto reciproco, potranno finalmente realizzare il sogno di conciliare vita privata e vita professionale.

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