Via da Facebook: la noia tra i motivi

Tutte le brucianti passioni sono destinate a raffreddarsi. Così anche l’innamoramento collettivo e un pò bulimico per Facebook comincia a dare segni di cedimento. Se il 2008- anno del lancio del social network in lingua italiana- ha segnato un’impennata nelle iscrizioni di utenti made in Italy, con diffusione a macchia d’olio negli anni successivi, oggi che Facebook è parte integrante dell’informazione e dei riti sociali di milioni di persone, e proprio ora che è nata la sua nuova versione f8 con le nuove funzioni di “diario” (in inglese “timeline”: è in pratica la propria cronostoria) e “open graph” (controversa application che incrementa la condivisione delle proprie attività, incluse quelle sul web) ecco che inizia a sentirsi qualche scricchiolio.

Segnali di stanchezza
Nel mese di giugno negli Stati Uniti, Paese in cui il social network è nato, si sono registrati sei milioni di utenti in meno. Ma basta fare un giro tra gli amici (reali e virtuali) per sentire anche da noi segni di stanchezza: da chi decide di “suicidarsi da Facebook” (ovvero cancellare il proprio acconunt, non accedere più al sito e rimuovere le informazioni su di sè) a chi confessa di iniziare ad annoiarsi di “tag” e “mi piace”. Sembra insomma che il nuovo trend -ancora timido, ma meritevole di attenzione- sia quello di andarsene dalla più grande piattaforma di contatti del nuovo millennio. C’è chi migra verso altri lidi come il nuovo social network di Google, Google+, o su Twitter, tanto amato dalle star internali ma anche da quelle nostrane.

Dispersivo e invadente
Sono numerosi i motivi che spingono a lasciare Facebook, o almeno a prendere in considerazione la cosa. Dopo la grande abbuffata di amici, il recupero di conoscenze remote, le gioie di sbirciare foto e istanti della vita altrui e di propagandare meraviglie (vere o fittizie) della propria, in tanti hanno risentito degli affetti di un’indigestione. Troppi stimoli superflui, troppo occasioni di distrazione, troppe applicazioni inutili (dal test “Che verdura sei?” al gioco “Trova il cane che più ti somiglia”). Alla fine di una giornata puntellata da continue sbirciate a “Cosa avrà detto/fatto/postato il tale amico” ci si sente un pò vuoti. E affaticati, perchè la vita su Facebook, fatta di continui link e rimandi, è piuttosto dispersiva.

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