Lasciarsi senza rancore. E’ possibile?

Lasciamoci senza rancore. E’ questa la frase  simbolo della separazione “civile” quella in cui si prende atto che l’amore è finito e che è meglio lasciarsi. Eppure difficilmente ci si può separare in modo così pacifico. “Anzi è vero il contrario -dice lo psicologo- pochi eventi nella vita di una persona portano con sè emozioni violente come una separazione. In chi lascia sono i sensi di colpa a fare male, in chi viene lasciato, invece sono il dolore e la rabbia”.

Sentimenti in ogni caso spiazzanti…”Non ci sono formule magiche per affrontare una separazione in modo indolore. Soprattutto se il rapporto era importante. Il primo consiglio per non farsi troppo male è proprio quello di accettare che si tratta di un momento “no”.

E che soffrire sarà inevitabile. poi bisogna darsi i giusti tempi. La separazione è un processo in più fasi: si passa dallo sgomento iniziale all’attimo in cui si riesce, alla fine, ad accettare quello che è successo. Fasi scandite da un tempo personalissimo: per qualcuno per stare meglio dovranno passare sei mesi, per altri, invece, molto di più”. Dall’amore all’odio. E’ ciò che avviene a molte donne: l’uomo che prima ispirava tenerezza e passione, quando la storia si chiude diventa l’oggetto di veri attacchi di rabbia e di risentimento. Per quanlcuna il ribollire interiore si esprime in invettive e frasi taglienti, magari a oggetti che appartengono a lui.

Le valige dell’ex ricolme dei suoi abiti, buttate sul marciapiedi, sono solo un esempio, e non fra i più eclatanti. Per altre ci sono i libri tagliuzzati, fotografie bruciate, chitarre o dischi ridotti in mille pezzi. “Senza arrivare a gesti forti o a scenate plateali, di cui poi ci si potrebbe pentire, la rabbia va comunque espressa. Dire all’altro che ci ha fatto male e come e quanto risentimento proviamo per lui è utile e necessario. Tormentarsi in silenzio oppure ancora peggio fingersi pronte a rapporti amichevoli può solo peggiorare lo stato d’animo. Se la rabbia viene repressa non fa altro che aumentare”, commenta lo psicologo.

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