Leaf peeping: trekking osservando la natura

Curiosità per le foglie. Per il loro mutare. Per lo splendore dei colori. Il “leaf peeling” (letteralmente “sbirciare le foglie”), disciplina naturalistica molto diffusa nel Nord America, che consiste nel fare trekking osservando gli alberi e fotografandoli, comincia a diffondersi anche da noi. In una versione mediterranea che, pur avendo il suo momento clou in autunno, continua tutto l’anno e abbina le passeggiate a piacevoli momenti conviviali, con la scoperta dei prodotti del territorio.

Boschi e parchi
Boschi, campagne, parchi cittadini: c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’attività è semplice, alla portata di tutti. Permette di stare all’aperto, a contatto con la natura. E insegna ad osservare. Lo stesso paesaggio a una settimana di distanza non è già più lo stesso. La mente si riempie di colori, sensazioni, liberandosi da stress e pensieri molesti.

Nel nostro Paese, tra le prime regioni che hanno cominciato a proporre percorsi giudati di leaf peeping c’è l’Umbria, con il suo Sentiero NaturOlistico del Giardino del Mago a Pietralunga (Pg). La caratteristica è la grande varietà di alberi, dalle querce ai salici a tutte le resinose, che offrono una gamma di colori davvero ampia. Anche in Valle d’Aosta sono molti gli itinerari proposti dall’Ufficio Regionale per il turismo: uno fra tutti, quello vicino alla Fortezza di Bard che porta al bosco di faggi.

Natura e arte
In Val di Sella, in Trentino, i percorsi sono naturalistici e artistici insieme: i sentieri ospitano mostre d’arte en plein air e opere come la Cattedrale Vegetale, edificio in stile gotico a 3 navate formate da 80 colonne di remi intrecciati. Ma vanno bene tutte le zone delle Alpi e degli Appennini tra 600 e i 1.400 metri di quota, dove il bosco è misto, fatto di 1.400 metri di quota, dove il bosco è misto, fatto di faggi, frassini, cerri, aceri.

I luoghi più suggestivi
La versione tradizionale del leaf peeping prevede camminate di alcune ore ma anche trekking di più giorni, con pernottamenti all’interno dei parchi e osservazioni nelle diverse ore del giorno, dall’alba al tramonto. Gli itinerari più suggestivi sono in Nord America: in Canada e poi nel New England, in Maine, nel Vermont. Star assoluta, l’acero rosso senza dimenticare frassini e betulle dorati.

Il momento migliore
Il periodo migliore per ammirarli è da ottobre a dicembre: il diminuire della luce fa sì che le piante smettano di produrre clorofilla rivelando così gli altri pigmenti quali carotenoidi e antocianine. Scarpe da trekking che proteggono la caviglia e ammortizzano le eventuali asprerità del terreno. E poi, macchinetta fotografica ed eventuale taccuino. Sono questi gli strumenti indispensabili per il leaf peeping. Grazie alle foto e agli appunti, oltre a ricordare lo spettacolo ammirato, è possibile confrontare, risalire al tipo di albero (magari insolito), imparare.

Il rapporto con la macchina fotografica però deve essere equilibrato: la frenesia di immortalare tutto non deve far perdere il piacere della passeggiata. Attenzione anche ai ritmi. Si può camminare a lungo ma non di corsa. Occorrono lentezza, pazienza, spirito di osservazione.

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