Dare del lei non è più di moda?

Pronome allocutivo di cortesia. Detto così, suona davvero pomposo. Ma dare del lei, in una società in cui l’uso del tu dilaga, è qualcosa di più di un cavillo linguistico. La scelta parla della società e della vita di ogni giorno. De bisogno di rispetto e della elementare aducazione, del piacere, della confidenza e della paura di ferire o essere feriti, del modo in cui si sceglie di rivolgersi al prossimo e di come si ama che il prossimo si rivolga a noi. Oggi l’utilizzo del lei sembra destinato al declino. Si saluta con un ciao la commessa, le maestre vengono apostofrate con il tu dai piccoli alunni, colleghi e capi sono spesso messi -a parole- sullo stesso piano.

Democrazia verbale e simpatia convivialità per alcuni, segno di un declino non solo formale per altri. il punto è proprio che, sulla graduale estinzione del lei, non tutti la pensano allo stesso modo. Perchè norme vere e proprie, in tempi in cui la quarantenne si offende se chiamata “signora” e il professore di liceo si fa dare del tu senza battere ciglio, non ce ne sono.

Senza regole
Basta fare un giro su internet e postare su un forum la domanda: “Permette che vi si dia del tu o del lei?” per avere un panorama di risposte assai caleidoscopico: chi sostiene che il  lei crea una barriera mentre il tu avvicini le persone, e chi invece vive come un eccesso di confidenza venire apostofrati con la seconda persona singolare. Capitolo a parte, poi, per la questione “donne ed età” per molte che vivono il lei come semplice segno di rispetto, ce ne sono altrettante che si sentono decrepite se si sentono rivolgere un “buongiorno signora”.

Allora cosa fare, darci tutti del tu e non perderci più? La psicologa Paola Scalari, autrice di “Adesso basta. Ascoltami! Educare i ragazzi al rispetto delle regole” (edizioni “La Meridiana”) non la pensa così. “Viviamo nella società dell’indifferenziazione -esordisce la terapeuta- in cui il tu ha preso il posto del lei perchè si è perso il limite”. E questo può anche creare dei problemi pratici. “I bambini sono passati dal “signor maestro” al nome confidenziale dell’insegnante. Ci sono studenti che non sanno usare il lei perchè nessuno li ha abituati e che da grandi saranno impacciati nei colloqui di lavoro”.

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