Quanto ti lamenti? Aiutare l’amica piagnona

A chi non viene voglia, qualche volta, di lamentarsi? Ci si sfoga per questa o quell’altra cosa e subito ci si sente meglio, liberi di un peso. E si passa oltre. Per qualcuno invece, lamentarsi non è solo sfogo “una tantum”. E’ un vizio, anzi, un “circolo vizioso”. Basta che trovi un interlocutore e inizia a snocciolare un lungo elenco di fastidi con l’aria di un cane bastonato o, peggio, di chi è rassegnato a una vita di frustrzioni. Una tiritera che sembra non avere mai fine, in tutti i sensi: cioè nè termine, nè scopo.

Come comportarsi
Cosa deve fare chi sta “dall’altra parte?” Difficile alla lunga, decidere come comportarsi se si è nella posizione di subire le costanti lamentele di una persona vicina -che sia il partner, un familiare o un’amica. Perchè detto francamente, d’istinto tutti provano da una parte irritazione nel sentire per l’ennesima volta un inutile lamento anzichè una proposta per risolvere i propri problemi e dall’altra un pizzico di commiserazione.

Invece, chi ascolta ha un ruolo importantissimo: perchè può aiutare davvero a sbloccare il “disco rotto” delle lamentele e aiutare chi gli sta vicino a guardare le cose da un punto di vista differente. A reagire. E a riprendere in mano la sua vita, con un “Sono contento” in più e un “Come sto male” in meno.

Chi si trova ad ascoltare spesso le lamentele di una persona cara ha diverse possibilità: subire, alimentare le ragioni o difendersi. “Nel primo caso si è portati ad ascoltare le negatività raccontate in maniera passiva ma alla lunga ciò richiede uno sforzo di pazienza troppo grande e si finisce per sacrificare il rapporto”, ha spiegato lo psicologo. Chi ritiene invece che per dimostrare l’affetto occorre offrire sostegno compatendo l’interlocutore con frasi del tipo “Come mi dispiace” o “Ma che ingiustizie”, è nel torto. In questo modo infatti, non si fa altro che generare due persone impotenti e rassegnate che non sono in grado di reagire di fronte agli ostacoli.

La quarta chance
Esiste un’altra possibilità per chi ascolta: provare ad aiutare l’amica a uscire dal circolo vizioso delle inutili lamentele. Ecco i suggerimenti dello psicologo. “Occorre in primis offrire un ascolto sincero e attento. Chi parla si sentirà compreso e sarà più disponibile, in un secondo momento, ad accettare le domande concrete che verranno fatte”, spiega l’esperto. “Dopo aver fatto sfogare l’amica si può cominciare a circoscrivere i “sempre” e i “mai” elencati durante le lamentele. Chi parla si sentirà spiazzato o si ritroverà a enunciare degli episodi che anche ai suoi occhi sembreranno inadeguati rispetto a quento detto prima. Se la persona divaga occorre perseverare fino a quando non focalizza il problema”, aggunge lo psicologo.

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