Spiare e leggere diario, computer e telefonino del partner nuoce

Chi non mai desiderato, o anche solo immaginato per un attimo, di spiare, indagare o, quantomeno, curiosare nel diario, o nel cellulare o nel computer , o tra la posta elettronica del proprio partner , alzi la mano.

E spesso a governare questo recondito “impuslo” non è solo la gelosia, concia o inconscia che sia, ma ben altro : lo sentiamo come impulso a volte irresistibile, che ci spinge a curiosare tra le pieghe dell’intimo più profondo della persona che amiamo.

Ma a parte l’illeciteità del “curiosare” e “spiare”, sia morale che legale, tutto questo rappresenta un forte rischio proprio per noi.
E non solo per il forte “senso di colpa” da cui dopo saremo accompagnati , cosa del resto abbastanza scontata, ma anche da “scoperte” che potremmo fare di cui non saremmo mai in grado di valutare poi il “peso” e di entrare nel loro vero significato.

Anche se sempre più raramente, le donne usano avere, ad esempio dei diari : a parte la scorrettezza, entrare tra le pieghe di quei fogli per scoprire le emozioni più intime e recondite, i segreti mai sviscerati e inconfessabili, apparentemente ci porterebbe in una posizione di “conoscere” se il nostro partner ci ama, se prova davvero emozioni.

Ma , abbastanza paradossalmente, ci mettere di fronte poi “un corpo” vuoto, del quale è inutile andare alla scoperta del suo “mondo misterioso” attraverso l’intimità, gli sguardi, il piacere della sua compagnia.
In breve diventerebbe qualcosa di cui non c’è niente da scoprire, che potrebbe, e quasi sempre lo fa, scadere il nostro sentimento per lei.
Avvilirebbe i nostri stimoli, ci togleirebbe il gusto della scoperta : il nostro partener diventerebbe una perfetta “scatola vuota” che con il tempo allontanerebbe il nostro “desiderio”.

Questo vale anche per il curiosare in altri aspetti della vita “privata” : come curiosare nel suo cellulare, nella sua posta elettronica, nelle sue conversazione con le aniche e i parenti.
Le scoperte eventualmente fatte ci toglierebbero con il tempo il gusto di corteggiare per scoprire : l’amore è anche scoperta dell’altro.

Senza poi nulla togliere il fatto che potremmo essere delusi di fronte a un diario che parla di cucina, di emozioni con i genitori, di problemi con essi : resteremmo delusi di fronte alla nostra assenza in quelle pagine rischiando di pensare che non siamo importanti, ed indicendoci a un errata valutazione.
Magari non ci siamo perchè appartengono a un livello ancora più intimo e profondo che è ritenuto non esprimibile con le parole.

Inevitabilmente ci dovremmo poi rendere conto dell’inutilità di tutto questo, oltre che della pericolosità insita nel fatto di essere scoperti , rischiando di distruggere una fiducia ch enon si ricostruirebbe più.

E’ inutile in quanto svilirebbe le nostre capacità interpretative togliendoci il gusto della conquista : sarebbe come partecipare a na gara usando il doping rubato.
Inutile perchè la scoperta, certamente infelice,  di non essere ricambiati in pieno o come vorremo ci abiturebbe all’idea che non siamo in grado e capaci di valutare da soli, di interpretare, esponendoci all’idea che con un prossimo partner dovremmo fare la stessa cosa.

Rischioso perchè la privacy violata, l’idea stessa di essere stati violentati in qualcosa a cui si impediva l’accesso ad altri proprio dal partner che amiamo, umilia la nostra libertà, distrugge la fiducia che in lui ( o lei ) avevamo riposto.

E’ come accorgersi di essere stati rubati dal cassiere della propria banca : una sensazione che mal ci dispone nei confronti della banca stessa.

E poi c’è il rischio di sentirci “furbi” si, ma anche “ladri” : è quella sensazione che anche se non avvertita cosciamente, ci indurrebbe poi a ripetere l’esperienza fino a farla diventare qualcosa di “usuale”, di “frequente”, quasi in obbligo, che disporrebbe il nostro rapporto sui valori dell’ipocrisia e della bugia.

Insomma in un rapporto d’amore , in definitiva, si corrono pià rischia sbirciare e a spiare che a non farlo : a parte l’illeggittimità della cosa , è un rischio soprattutto per chi lo fa.

Potresti leggere anche :

Non ci sono articoli correlati.


Copyright © 2010 Donna pratica · Tutti i diritti riservati · Un idea DonnaPratica