Lo stress e il lavoro : impariamo a gestirlo

Non è sempre vero che il lavoro è sinonimo di stress : e se lo è dobbiamo imparare a gestirlo e dominare.
Istintivamente siamo portati a trovare un modo, quasi sempre nerrvoso, per scaricarlo , ma sono rare le volte che pensiamo di poterlo dominare, controllarlo, lenirlo fino ad annularlo.
E non è solo una questione di autostima o di fiducia nelle proprie potenzialità : è semplicemente che non pesniamo a questa inusuale opportunità.
Ad esempio se il nostro capo ci fa un appunto, soprattutto se davanti ad altri colleghi, la prima reazione è quella di arrossire o scoppiare in un pianto , proprio davanti a tutti. Poi ce ne vergognamo e la sensazione di imbarazzo ci stressa e ci annichilisce.

Imparare a dominare le proprie emozioni, le proprie paure e le proprie reazioni, soprattutto in ufficio, è importante : prima di tutto salvaguarda la nostra immagine professionale e inoltre aiuta a credere più in se stessi.
Può capitare anche di sentirsi inadeguati come nel caso, abbastanza classico, che il nostro capo desidera che anticipiamo una scadenza : andiamo subito nel panico, presi anche da un senso di rabbia e dalla paura di non farcela, di non essere adeguati.
Ecco questo è il momento giusto per raccogliere le forze e controllare prima di tutto le emozioni : nell’esempio si tratta di anticipare dei tempi, di raddoppiare gli sforzi.
Chiediamoci prima di tutto s enel tempo a disposizione cosa riusciremo davvero a fare e se ci rendiamo conto che dovremo “correre” ma a discapito della qualità, raccogliamo le nostre forze e con calma determinante facciamolo presente al nostro capo.
E’ probabile che la risposta non sia quella che premia la nostra sincerità : ma avremo sgominato il nemico numero uno in agguato che potrebbe essere la fonte del nostro prossimo stress. Questo nemico si chiama codardia.

Un altra situazione tipica degli ambienti di lavoro sono le riunioni periodiche in cui si annunciano i raggiungimenti degli obbiettivi : è facile sentirsi dire, davanti a tutti, che nonostante i nostri sforzi , non li abbiamo raggiunti.
Ad un primo sentimento di rabbia, di ribellione sopravviene un sentimento di impotenza : ci sentiamo schiacciati e umiliati e quelle riunioni diventano per noi fonte di stress e di disagio, soprattutto quando abbiamo la sensazione, e talvolta qualcosa di più, di aver lavorato bene.
A questo punto niente paura : cercare di restare sereni e imperturbabili fino alla fine poi capire qual’è il momento migliore per chiedere un colloquio con il capo.
Dovrà essere un colloquio sereno in cui pacatamente esporrete il vostro punto di vista e chiederete a lui dei consigli per evitare errori possibili in futuro ed evitare quelli passati.
In questo modo non solo lo disarmerete ottenendo il suo reale punto di vista sui problemi veri, ma potrete raccogliere qualche valido consiglio da attuare nella realtà : se questi consigli non troveranno un miglioramento, sicuramente avranno migliorato i rapporti con il vostro capo e vi faranno sentire più sereni e tutelati.

Un’altra ragione di stress è quella tensione che ci accompagna in vista di scadenze importanti , come una presentazione, il lancio di un nuovo prodotto, o più semplicemente una scadenza di bilancio o commerciale.
Veniamo assaliti da mille pensieri : dal computer che si può bloccare , all’errore non trovato prima della scadenza, oppure di non riuscire a qualificare efficacemente un prodotto.
Insomma il cosidetto “stress da imprevisto” : una quasi fatalità che riteniamo ci possa piombare addosso inaspettatamente ci agita il sonno.
In effetti questa ansia, questa paura spesso ha i risvolti positivi : pensare che qualcosa potrebbe andar male ci aiuta a scovare errori, a essere previdenti, insomma a prevenire gli imprevisti.
Nessuno mai è stato punito al lavoro per eccesso di prudenza : quindi prevedere un computer di riserva, fare qualche ora di straordinario per rivedere i calcoli, chiedere il parere a qualche collega o amico sulla validità della presentazione che andiamo a fare sono tutte cose possibili.
E se sono possibili ed è in nostro potere farle, perchè ci preoccupiamo?
Rimuoveremo in questo modo tutte le nostre ansie che mai come questa volta vengono in nostro soccorso.

Un altra ragione di ansia e quando i nostri meriti vengono riconosciuti ad altri e il nostro impegno sottovalutato.
La reazione tipica è quella di una profonda frastrazione che si ripercuote inevitabilmente sul nostro modo di essere e di rapportarci agli altri , rendendo il nostro ambiente di lavoro come la prigione delle nostra ambizioni e un luogo insopportabile.
La reazione più giusta per affrontare questo tipo di ansia è quello intanto di reprimere la rabbia e di non scagliarsi contro il collega preferito : la moderazione e la comprensione sarà il titolo disarmante.
Chi sa di essere stato preferito ingiustamente e di essersi appropriato di meriti che non ha , sa anche di essere dalla parte del torto e una reazione scomposta lo  giustificherebbe solo : una reazione disarmante invece lo metterebbe in condizione di accettare un rapporto con la sua “vittima” , cosa che  renderà l’ambiente sicuramente più sereno e vivibile.
Poi dal nuovo rapporto si potranno attingere ragioni nuove per dimostrare il proprio valore e riappropiarsi dei meriti .

Non è difficile, come vedete , uscire dalle situazioni che possono procurare ansia sul lavoro : basta ricordare che ognuno di noi ha capacità e possibilità di gestire al meglio ogni situazione , senza traumi, e con soddisfazione.

Potresti leggere anche :

    Critiche fatte e ricevute: impariamo a farle Critiche fatte e ricevute: impariamo a farle
    Un’arte sottile e difficile da padroneggiare. Parliamo del saper criticare, rischioso ma inevitabile. Per riuscirci bisogna allenare i nervi, lingua e coraggio e imparare a comunicare al... 
    Stress e ansia da lavoro: cause e soluzioni Stress e ansia da lavoro: cause e soluzioni
    Con la crisi economica e i ritmi frenetici che ci assillano, lo stress da lavoro è in aumento. Un fenomeno che non interessa solo l’Italia ma anche il resto dell’Europa, tanto che... 
    Critiche sul lavoro. Rendiamole costruttive Critiche sul lavoro. Rendiamole costruttive
    Spesso l’ansia e la frustrazione sono frutto di un cattivo approccio con il mondo del lavoro. Talvolta il dipendente non ha tutte le responsabilità, e anzi, può diventare il bersaglio... 
    Lavoro e immagine sul web Lavoro e immagine sul web
    Si sa, l’immagine conta per chi occupa un ruolo di spicco o cerca lavoro. Ecco perchè l’identità digitale occupa un ruolo fondamentale, che può sminuire o arricchire un curriculum,... 
    Ansia e stress, impariamo il rilassamento per combatterle Ansia e stress, impariamo il rilassamento per combatterle
    Ansia e stress ci aggrediscono quotidianamente in maniera più o meno evidente, in proporzioni più o meno diverse. Nei casi più gravi ricorriamo allo psicoterapeuta che affiancherà, alla terapia... 

Copyright © 2010 Donna pratica · Tutti i diritti riservati · Un idea DonnaPratica