Intestino irritabile , diminuire il disagio e curarlo

Ne soffre un italiano su tre, molto più le donne e la tendenza è all’aumento.
Sono disturbi, si, piccoli, ma fastidiosi per chi ne soffre al punto che in qualche caso è compromessa la qualità della vita.
Stiamo parlando di quei fastidiosi crampi e dolori addominali, quel senso di pesantezza, gonfiore e meteorismo, gas intestinali e scariche diarroiche, spesso alternati a periodi più o meno prolungati , di stipsi.
L’insieme di questi disturbi rientrano nei sintomi di quella che viene definite ” colite ” , anche se bisognerebbe parlare più correttamente di ” sindrome dell’intestino irritabile “.
La possibili cause , nel passato, erano state identificate in ansia, stress, disturbi emozionali e depressione passeggera.
Tutte situazioni psicologiche che possono determinare , in qualche modo, conseguenze fisiche.
In questi casi si parla di somatizzazione.

Attualmente , però, si tende anche ad individuare in cause organiche , oltre che psicosomatiche, la causa dei sintomi appena visti.
Si è visto che la  ” sindrome dell’intestino irritabile” è collegata a intolleranze alimentari, o malassorbimento di zuccheri come il lattosio e il fruttosio.
Qualche volta si riscontrano essere implicate anche manifestazioni di tipo allergico , o un eccesso di popolazione batterica nell’intestino tenue.
Soprattutto , però, si è trovata un evidente correlazione con fenomeni di tipo infiammatorio.
Diversi studi clinici e analisi confermano questa teoria : l’infiammazione quindi, anche se allo stadio non particolarmente acuto, gioco un ruolo , a volte determinante, nella genesi dell’irratibilità intestinale.
In altre parole a una pluralità di sintomi corrisponde una pluralità di cause.

E’ per questi motivi che è impensabile che un rimedio si basi su un solo principio attivo : alcuni farmaci , ad esempio, si basano su un mix di principi attivi come l’ AKBA, l ‘ incensolo acetato, enzimi ricavati dal fungo Aspergillus oryzae, oli essenziali di finocchio selvatico e Zinco.
All’assunzione di questi antinfiammatori , sempre sotto stretto controllo medico, ci sono poi degli alimenti che chi soffre di intestino irritabile farà bene ad evitare.
Ad esempio il latte e i suoi derivati , gli alimenti fritti, i legumi , i broccoli, i carciofi, i cavolfiori, le cipolle, quasi tutti i cereali integrati, banane, uva, albicocche, alcolici in genere, caffè e dolciumi in genere , in particolare la cioccolata.
Ma molto serve anche non andare a riposare immediatamente dopo il pasto, ed evitare pasti abbondanti e di bere molta acqua.

Uno schema , abbastanza semplice, per capire se si soffre di intestino irritabile e quando da più di tre o quattro mesi si soffre di dolori e disturbi addominali che diminuiscono nettamente con la defecazione, quando occorre andare più di tre o quattro volte al bagno, quando si alternano fece duri a quelle troppo molli, quando si ha spesso un senso di evaquazione incompleta e , qualche volta, presenza di muco nelle feci.
Di fronte a questi sintomi quasi sicuramente ci troviamo di fronte a una sindrome da intestino irritabile e consulteremo un medico per l’opportuna terapia e dieta.

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