La dipendenza affettiva , riconoscere la Love Addiction

E’ urgente una precisazione importante : la dipendenza affettiva, che fino a un decennio fa sembra dover interessare solo il mondo femminile, oggi interessa anche la sfera maschile.
Non è più un problema comune solo alle donne anche se restano le migliori candidate al problema.
Essere innamorate di qualcuno che ci umilia, che non ci rispetta , che ci tradisce , che ci maltratta : può rappresentare la sintesi di questo tipo di “dipendenza” ma non la descrive ancora tutta.
In certi casi un legame affettivo, che dovrebbe essere sempre libero e spontaneo, ad un certo punto assume i connotati di “qualcosa che ci stringe in una morsa”, diventa una “dolorosa ossessione” , si sconfina inevitabilmente in una fase dove il delicato equilibrio del “dare e del ricevere” è alterato e sovvertito, in una dolorosa routine , un abitudine che sconfina presto in un disagio di tipo psicologico.

Alcune realazioni, per questi motivi, diventano presto degradate e degradanti e si stabilisce tra i due partner una “dipendenza” cieca che va dal soggetto debole verso il soggetto più forte che, meglio specificarlo, non sempre è cosciente di questa dipendenza instauratasi di cui spesso è solo responsabile sul lato degli atteggiamenti umilianti.

Ci sono vari modi di classificare la “dipendenza affettiva”, attribuendo a ognuno delle caratteristice particolari distinti dalle altre : avremo così il “mal d’amore” , “l’intossicazione d’amore” e anche la “droga d’amore”.
Ma in tutti i casi si crea un legame di dipendenza con il partner, con i suoi atteggiamenti, con il suo modo di essere pericoloso per l’altro che, invece di rompere la relazione, preferisce “subire” sempre di più fino a diventare addirittura intollerante alla sola idea di chiudere il rapporto d’amore.

Il “mal d’amore” è di per se stesso molto curioso : si stabilisce nei confronti di una persona di cui non consociamo ancora, e forse non consoceremo mai, il responso verso la nostra persona.
Siamo innamorate di quella persona, ma non abbiamo mai provato a parlarci, il suo atteggiamento nei nostri confronti è strano, poco chiaro, non siamo in grado di manifestare i nostri sentimenti per paura di un rifiuto, della sua reazione.
Si stabilisce anche in quei rapporti dove si conosce la risposta negativa : è il caso di quelle coppie dove lui dichiara di non amarla, ma nonostante tutto si prosegue nel rapporto.

L’intossicazione d’amore invece è riconoscibile in quei casi in cui l’amore è donato a senso unico, talvolta in forma ossessiva, e il soggetto addebbita a se le colpe del rapporto che va male, pensando di non aver dato a sufficienza.
Potremmo dire, semplificando, che si presenta quando l’altro diventa recettore insaziabile d’amore da parte del partner senza dare quel ricambio , quella reciprocità per un rapporto sereno e equilibrato.
Spesso il partner che riceve non è nemmeno in grado di regolare questa “ossessione di donare” dell’altro e quando lo fa scatena delle reazioni non sempre felici nell’altro.
Insomma si  creano dei “donatori d’amore” a senso unico, che più il loro rapporto minaccia di esser traballante, più si offrono come vittime sacrificali nulla risparmiando per l’altro e tutto negando a se stessi.

Queste diepndenze affettive , prima o poi, determinano la fine della realazione o dell’approccio di coppia : occore saper riconoscere queste Love Addiction se si vuole essere in grado di affrontarle e risolverle.
Generalmente le caratteristiche principali sono l’ossessività nel rapporto, che lascia sempre meno spazi all’altro ma, quasi sempre, anche a se stessi, nel senso che si sente il bisogno imperante di “sacrificarsi” per l’altro.
Si complica quando richiede poi all’altro la stessa devozione esclusiva nei propri confronti , e quando insorge il rifiuto di cambiare e di aprirsi a nuove esperienze per la necessità di dover cambiare i “punti fermi” e nel pensiero di dover sacrificare “l’oggetto d’amore” così ossessivamente posseduto o che si cerca di possedere poi con ogni mezzo.

Alla base di questi comportamenti c’è sempre un indiscutibile bisogno di sicurezza che nel tempo è venuto meno, e una limitazione forzata dei propri bisogni, delle proprie aspettative in ogni ordine, e il tentetivo di farle disconoscere anche all’altro.

Nella pratica riconosciamo le dipendenze d’amore quando più il partner si ribella , più ci si aggrappa a lui, quando per ogni comportamento contrario del partner ci si colpevolizza, e quando, soprattutto, il rapporto di coppia diventa ossessivo al punto da assorbire ogni energia psicologica e fisica .

Se vi trovate in una di queste condizione e vi riconoscete in questo, o ci riconoscete l’atteggiamento di una vostra amica, sappiate che è possibile uscirne.
Innanzitutto ricordiamoci che alla base c’è una questione di autostima : occorre puntare su se stesse, aprire “quella porta” dell’inconscio ed esplorarlo fino a individuare quali sono i punti nevralgici che non ci consentono di avere la sufficiente autostima e il corretto equilibrio.
Se vi scoprite essere soggette alla dipendenza affettiva, prima di intraprendere un nuovo rapporto, proponetevi di fare tutto con estrema calma, magari confidandovi con qualche amica fidata.
Prima di avere i primi rapporti intimi , pensateci bene e se potete aspettate : il legame fisico è uno dei più potenti catalizzatori della dipendejza psicologica affettiva.
Con un amica fidata o uno psiocologo chiediamoci seriamente s enon ci fosse attrazione fisica se l’uomo che stiamo frequentando ci paicerebbe davvero, se lo vorremmo come amico , se riponiamo stima in lui, se davvero lo apprezzaimo e ne identifichiamo le doti e se ci attraggono davvero:
E valutiamo bene se abbiamo sufficienti elementi per fidarci, se al di la dell’attrazione fisica , ci fidiamo veramente.
Con questo sistema saremo in grado ben presto di essere forti e capaci di annientare in noi ogni inizio di dipendenza affettiva.

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